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Prevenire e trattare l'ictus cerebrale nei bambini e negli adolescenti.

L'Ictus Cerebrale nei bambini non è comune, ma nemmeno poi così raro come si può pensare. Il rischio è più alto nel primo anno di vita e il picco si manifesta la settimana che precede o segue il parto. La frequenza è di un caso ogni 4000 nati vivi, mentre nel periodo compreso tra la nascita e i 18 anni successivi è di 11 per 100.000 ogni anno ed è tra le prime 10 cause di morte a quest'età.
In circa la metà dei casi si tratta di ictus cerebrali di natura ischemica, cioè causati da un embolia cerebrale: Nell'altra metà dei casi circa si tratta di ictus cerebrale di tipo emorragico, cioè dovuti a una malformazione vascolare intracerebrale. In entrambi i casi può essere presente anche un disturbo della coagulazione, in eccesso o in difetto. Nel 20% dei casi può ripetersi. Nel 50-80% dei casi possono residuare deficit neurologici tra cui quello più frequente è una paralisi di una metà del corpo. Questo comporta una disabilità residua e un peso familiare e sociale per tutta la vita. Per cui riconoscere i fattori di rischio e prevenirli serve a migliorare la qualità di vita di chi ne è colpito e dei familiari nonché di ridurre i costi sociali. Altrettanto frequente è l'ictus negli adolescenti, soprattutto in determinate categorie, quali per esempio nelle donne che soffrono di emicrania e in particolare di emicrania con aura. In questi casi il rischio arriva fino al 18% se si tratta di donne che assumono contraccettivi orali, fumano, sono sovrappeso o ipertese. L'associazione ALICe qualche anno fa ha condotto, finanziato dalla Fondazione Comunitaria, lo studio ERICE (emicrania e rischio di ictus cerebrale ) per sensibilizzare e prevenire l'insorgenza della malattia in questa categoria di persone. Sempre l'associazione ALICe ha istituito, unico esempio in Italia, il Registro GRAVIDIC (gravidanza e rischio di ictus cerebrale) proprio per supportare e consigliare le giovani donne sopravvissute ad un ictus con desiderio di avere una gravidanza. L'abuso di sostanze stupefacenti, quali la cocaina, attraverso un aumento marcato della pressione arteriosa, possono causare una rottura delle arterie e di conseguenza ad una emorragia intracranica. In alcune ragazze, inoltre, quelle predisposte geneticamente, l'uso dei contraccettivi orali, oltre a causare, come accennato poc'anzi, un ictus ischemico, possono causare anche un'altra forma di ictus la trombosi dei seni venosi intracranici. Si evince pertanto che molti casi di ictus infantili o giovanili possono essere evitati con un semplice consulto specialistico che comprende, a seconda dei casi, il neuropediatra, il ginecologo, il neurologo e l'ematologo. Sono soprattutto le donne fertili che vogliono avere una gravidanza, o che l'hanno già avuta, e che hanno presentato, loro o uno dei familiari, un episodio trombotico in giovane età o rientranti nelle categorie a rischio, che dovrebbero consultare questi specialisti o parlarne quantomeno col medico di famiglia.


Di questo e altro si è parlato Giovedì 18 Maggio alle ore 17.00 presso il CSV di via Xavier de Maistre di Aosta nell'ambito della rassegna Aperitivi Scientifici, una iniziativa ideata 4 anni fa dal fondatore di ALICe, che tanto successo ha riscosso nel pubblico tenuto conto della partecipazione agli incontri. Interverranno la dr.ssa Obino Laura, dirigente medico della Neuropsichiatria infantile della SC di Pediatria e il dr. Giovanni Corso, responsabile Centro Ictus della SC di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale di Aosta. I lavori saranno introdotti dal dr. Giuseppe D'Alessandro, primario della SC di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale Parini di Aosta, nonché fondatore e ideatore dell'associazione ALICe, sia in Valle d'Aosta che in Italia.