A.L.I.C.E. onlus
blog & news

Grande partecipazione di pubblico e apprezzamento dei partecipanti al Convegno ALICe ...XX anni dopo


A veder la foto in bianco e nero della conferenza stampa di presentazione a palazzo regionale, pubblicata su “La Vallée” del 19 Aprile 1997,   sembra sia passato un secolo o giù di lì. Cronologicamente solo vent'anni, ma per il lavoro svolto,  molti di più – ha detto il dr. D'Alessandro nel corso del suo intervento al convegno scientifico di Domenica 9 Aprile 2017. Stiamo parlando di ALICe, l'associazione per la lotta all'Ictus Cerebrale, nata ad Aosta nel Gennaio 1997. Oggi parlare di Ictus è molto più semplice che allora. Agli inizi – ha continuato  il dr. Giuseppe D'Alessandro, neurologo e fondatore dell'associazione - la  gente quando sentiva la parola ictus  si allontanava velocemente e qualcuno faceva anche gli  scongiuri. Spesso si trattava di persone anziane a rischio di ictus. Oggi le persone ci ringraziano per quello che facciamo. Grazie alla tenacia di pochi avventurieri, tra cui l'attuale presidentessa, Lorella Zani, è stato colmato con decine e decine di incontri e di screening, un vuoto di quasi mezzo secolo di ritardo, se solo si fa riferimento ad altre associazioni nazionali. Il clima culturale comunque, sia  ad Aosta che in Italia,  era quello giusto – ha proseguito il dr. D'Alessandro -  perché in quegli anni  diversi studi,  che hanno poi segnato la storia dell'ictus,  aggiungevano certezze terapeutiche, sia a livello di prevenzione che di cura chirurgica e medica. Nel giro di pochi anni l'associazione si diffuse in molte città italiane. Ad oggi l'associazione nazionale, il cui statuto, tra l'altro,  è stato firmato ad Aosta nel salone ducale del Municipio di Aosta il 30 Aprile del 2004, è
presente in tutte le regioni italiane e in oltre 80 città ha detto la presidentessa di ALICe Italia, dr.ssa Nicoletta Reale.
Il giorno precedente tutti i delegati dei centri regionali si son trovati dopo il consiglio direttivo, ai piedi dell'Arco di Augusto, illuminato per l'occasione in verde. 

Al convegno, a cui hanno  partecipato , circa 200 tra operatori sanitari, medici e rappresentanti regionali, sono intervenuti diversi esperti nazionali ed internazionali nella  cura dell'ictus che con i loro interventi hanno contribuito al raggiungimento di un alto livello scientifico. Per mantenere e migliorare i brillanti risultati ottenuti presso l'Ospedale di Aosta e in Italia, che è risultato primo per  il trattamento nella fase acuta, è necessario  attuare gli standard di qualità e assistenza delle Unità Ictus,  come previsto dalla normativa vigente (Nella foto, a partire da sinistra, D'Alessandro, Provinciali, Carolei e Inzitari). E' quanto ha detto il prof. Leandro Provinciali dell'Università delle Marche, direttore della Clinica Neurologica di Ancona e Presidente della Società Italiana di Neurologia. Inoltre ha ribadito  il concetto, ripreso poi  dal prof. Domenico Inzitari dell'Università di Firenze e direttore dell'Unità Ictus dell'Ospedale Careggi, che l'Ictus è una malattia neurologica (Sembra un'affermazione scontata, ma fino ad oggi non lo era) che va curato da neurologi e personale esperto in Unità Ictus dedicate esclusivamente alla cura di questa patologia. Anche l'attuale assessore alla Sanità, Luigi Bertschy, nel suo intervento, ha sottolineato infatti l'importanza di adeguare le strutture alle nuove esigenze guardando con un occhio al futuro. A seguire il Prof. Antonio Carolei, dell'Università de L'Aquila e presidente della Società Scientifica dell'Ictus (ISO Italian Stroke Organization). Bisogna riprendere la proficua collaborazione con ALICe e ISO, tra l'altro anch'essa fondata nel 1997, quando si chiamava Italian Stroke Forum, e tra i soci fondatori vide anche il dr. D'Alessandro. La collaborazione con i pazienti è molto importante, hanno ribadito all'unisono il prof. Christofer Mc Kevitt, ricercatore presso il  King's College di Londra, e la prof.ssa Hariklia  Proios del Centro  Disturbi Neurocognitivi e Riabilitazione dell'Università di Macedonia - Tessalonica della Grecia. Oltre al coinvolgimento nella stesura delle Linee Guida è necessario che i pazienti siano  siano coinvolti nell'elaborazione dei protocolli di studi clinici. Di questi ce ne sono diversi in cantiere a livello europeo. Almeno 4, ha detto la prof.ssa Francesca Romano Pezzella,  rappresentante di SAFE, l'associazione che raccoglie  20 associazioni europee di Ictus e a cui afferisce l'Italia, avendo contribuito alla sua costituzione nel 2004 a Bruxelles anche il dr. D'Alessandro, all'epoca Presidente di ALICe  Italia. Sono numerosi i finanziamenti che SAFE ha ricevuto, bisogna organizzarsi e proporre progetti per averli naturalmente.  Si è parlato anche di robotica in Neurorialitazione con la presentazione di diversi video su esoscheletro e  del progetto SmartCARE per la riabilitazione a domicilio.