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L'importanza della diagnosi precoce delle malattie di Alzheimer e di Parkinson

Aperitivi Scientifici: Sala gremita per l'incontro con D'Alessandro sulla demenza.
Record di presenze per l'appuntamento di mercoledì 16 marzo nell'ambito degli 'Aperitivi scientifici' organizzati al Csv di Aosta da Alice onlus.  Il pubblico ha ascoltato con attenzione Giuseppe D'Alessandro, Dirigente Medico della struttura di Neurologia e Stroke Unit, che ha parlato dell'importanza della diagnosi precoce delle malattie di Alzheimer e di Parkinson.
"Quando si parla di malattie degenerative  - ha spiegato D'Alessandro - si fa riferimento a quelle malattie in cui a un certo punto della vita alcune cellule del sistema nervoso, i neuroni, per un motivo non ancora completamente compreso vanno incontro ad una progressiva sofferenza e quindi a morte con perdita della loro funzione. Questo processo è molto lento e spesso richiede alcuni anni. I sintomi della malattia si manifestano quando il processo ha già coinvolto circa la metà di quella determinata popolazione di neuroni".
Lo sforzo che i ricercatori stanno facendo negli ultimi anni "è di individuare la malattia già in questa fase  - ha sottolineato il medico aostano - per poter così sperimentare nuovi farmaci oppure verificare l'effettiva risposta di quelli attualmente in uso ma che solitamente vengono utilizzati in una fase già conclamata della malattia e quindi il fatto che non siano efficaci può anche essere in relazione alla fase avanzata della malattia in cui vengono utilizzati".

D'Alessandro ha precisato anche che "le persone, a differenza di qualche decennio fa, oggi sono molto più attente alla loro salute e molto più informate sulle malattie e quindi in caso di processo patologico che possa riguardarle giustamente vogliono essere informate in tempo per poter decidere sul fine vita. Negli ultimi anni i progressi scientifici hanno raggiunto un livello tecnologico tale che con le metodiche di indagine, al momento disponibili solo nei centri di ricerca e in qualche ospedale pubblico, possiamo formulare la diagnosi con elevata certezza già nella fase asintomatica della malattia".
"Con un po' di ottimismo  -  ha proseguito - è presumibile che nei prossimi anni, potremo disporre di farmaci efficaci attualmente in fase di sperimentazione in persone che non hanno ancora sviluppato la malattia".
Col termine un po' superato ed arcaico di demenza, attualmente si utilizzano i termini più leggeri e moderni, o perlomeno a connotazione più positiva, di deterioramento o declino cognitivo, si intende una perdita di funzione o funzioni intellettive precedentemente raggiunte e capaci di interferire con lo svolgimento delle attività quotidiane.
La demenza è una malattia molto diffusa. I dati di prevalenza, cioè dei casi totali presenti nella popolazione, fanno riferimento a stime derivate da studi di qualche anno fa e poco aggiornati, riportano una frequenza di circa 7 mila casi, che corrisponde quindi ad una prevalenza di 6.4% dopo i 65 anni: il 7,2% delle donne, il 5,6% degli uomini.
La prevalenza specifica per classi di età è intorno all'1% nei soggetti di età compresa tra i 65 e 69 anni e raddoppiando approssimativamente ogni 5 anni di età, arriva ad oltre il 30% nel gruppo di età compresa tra gli 85 e 89 anni. Inoltre il tasso di incidenza annuale, cioè il numero delle persone nuove che si ammalano ogni anno, è stimato in circa l'1% nei soggetti di età superiore ai 65 anni.
La malattia di Alzheimer rappresenta circa il 60% di tutte le forme di demenza e la forma vascolare circa il 30%. Articolo pubblicato su: http://www.valledaostaglocal.it/2016/03/18/leggi-notizia/argomenti/solidarieta-1/articolo/aperitivi-scientifici-sala-gremita-per-lincontro-con-dalessandro-sulla-demenza.html

APERITIVI SCIENTIFICI. L'IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE DELLE MALATTIE DI ALZHEIMER E DI PARKINSON

Proseguono presso il C.S.V. in via Xavier des Maistre di Aosta, tutti i giovedì, fino al 26 maggio 2016, con inizio alle 16,30,  gli incontri organizzati dall’Associazione A.L.I.Ce. Ictus Valle d’Aosta Onlus nell'ambito dell'iniziativa “Aperitivi Scientifici”, giunta quest'anno alla terza edizione.

Molti degli argomenti trattati riguarderanno il problema ictus, spaziando dalla prevenzione ai progressi terapeutici, approfondendo quindi,  non solo l’aspetto della malattia, ma anche tutti gli argomenti correlati, quali ad esempio i fattori di rischio come il colesterolo, l’ipertensione arteriosa, l’alimentazione, il diabete, ecc.
Saranno affrontati inoltre temi di interesse comune con importanti ricadute sulla prevenzione in generale e il mantenimento dello stato di salute.
Anche a questa edizione parteciperanno relatori competenti e qualificati provenienti da diverse realtà quali medici dell'azienda sanitaria locale e dell'ospedale di Aosta, nonché farmacisti, psicologi, logopedisti e professionisti di altri importanti settori della sanità e della salute.
Relativamente alle problematiche dell'Ictus sono in programma due incontri, che entrambi  saranno tenuti dal neurologo dr. Giuseppe D'Alessandro, della SC di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale di Aosta, e riguardanti la demenza e i parkinsonismi che, pur non avendo, apparentemente, alcuna correlazione clinica con l'Ictus, condividono nelle forme secondarie gli stessi fattori di rischio. Il 30% delle demenze e dei parkinsonismi, infatti, sono dovute a disturbi circolatori. Quindi prevenire l'ictus vuol dire anche ridurre il rischio di sviluppare una demenza o un parkinsonismo.



Demenza non sempre significa Alzheimer. Esistono diverse forme di demenza degenerative, come quelle fronto-temporali o di Lewy, abbastanza frequenti che spesso non vengono diagnosticate perché il paziente non viene inviato al neurologo, che è lo specialista competente per queste patologie, e di conseguenza non sono curate nel modo più corretto.
Si parlerà inoltre dei progressi scientifici nella diagnosi precoce di queste due malattie e dei nuovi farmaci già in commercio o in fase avanzata d studio per curarli.
Rispetto a qualche anno fa, gli studi di genetica hanno compiuto dei progressi enormi. La maggior parte dei ricercatori è convinta che per le malattie neurodegenerative non esista più una differenza tra forme sporadiche e forme familiari, ma che esista solo una differenza di penetranza e di espressione dei geni coinvolti e un’interazione ambientale più favorevole in alcuni casi. Altro traguardo raggiunto di recente è l’aver individuato un continuum nel decadimento cognitivo tra le varie forme di malattie neurodegenerative. Alcuni confini e certezze cliniche sono oggi più sfumati che per il passato.
Con le nuove metodiche di indagine, oltre a quelle genetiche, marker ematici o liquorali nonché l’individuazione delle placche di amiloide con lo studio scintigrafico nella malattia di Alzheimer o il rilevamento dei sintomi non motori nella malattia di Parkinson, si potrà diagnosticare queste malattie molti anni prima che si manifestino e quindi verificare e testare nuovi farmaci nella fase asintomatica.

Nel secondo dei due incontri, quello dedicato ai disturbi del sonno, il neurologo parlerà oltre all'insonnia, anche della sindrome delle apnee morfeiche, un fattore di rischio emergente dell'ictus molto frequente ma poco conosciuto e principale causa di incidenti stradali mortali negli adulti a causa dell'eccessiva sonnolenza diurna che comporta . Nel corso di questo incontro si farà un riferimento alle nuove le nuove direttive della comunità europea, recepite in questi giorni anche dal governo italiano, sulle modalità per il rinnovo della patente di guida in pazienti con questo tipo di patologia.






TUTTI I GIOVEDI’ DALLE ORE 16,30 ALLE ORE 18,00
DAL 04/02/2016 AL 26/05/2016 AL CSV AOSTA (Via Xavier De Maistre 19 - Aosta)
10/03
COME SI CURAVANO GLI ANTICHI ROMANI ALL’EPOCA DELL’IMPERO
(DR. SERGIO SANTINI – Farmacista Farmacie Comunali A.P.S.)
17/03
L'IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE DELLE MALATTIE DI ALZHEIMER E DI PARKINSON
(DR. G. D’ALESSANDRO – Dirigente Medico SC Neurologia e Stroke Unit)
24/03
SLOW MEDICINE: LA MEDICINA SOBRIA, RISPETTOSA, GIUSTA
(DR.SSA SANDRA VERNERO – Co-fondatrice Slow Medicine)
31/03
ORTI MEDIEVALI
(DR. SERGIO SANTINI – Farmacista Farmacie Comunali A.P.S.)
07/04
LA SALUTE PASSA DALLA BOCCA
(DR. BENIAMINO D’ERRICO – Medico Dentista – Libero Professionista)
14/04
TRA VECCHIE E NUOVE DIPENDENZE-OVVERO- FUMO, ALCOOL, INTERNET E VIDEOGIOCHI
(DR. VINCENZO LAMARTORA – Responsabile SERD AUSL VDA)
21/04
IPERTENSIONE ARTERIOSA: I CONSIGLI DELL’ESPERTO
(DR.SSA SABINA MODESTI – Dirigente Medico Struttura Complessa di Medicina, Responsabile Ambulatorio Ipertensione AUSL VDA)
28/04
PRIMO SOCCORSO: ISTRUZIONI PER L’USO
(DR. CARLO VETTORATO – Anestesista e Rianimatore)
05/05
QUANDO UNA CATTIVA ALIMENTAZIONE DIVENTA MALATTIA
(DR.SSA ANNA BEONI – Responsabile SS DCA e FF SC Psichiatria AUSL VDA)
12/05 -
ESERCIZI PER TENERE ATTIVO IL CERVELLO
(DR.SSA VALENTINA VOLPI – Neuropsicologa Libero professionista)
19/05
CURARSI CON LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
(DR.SSA BALDINI PAOLA – Medico Chirurgo - Specialista in Anestesia e Rianimazione - Presidente AMAV - Associazione Medici Agopuntori Valle d'Aosta. Esperta di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese)
26/05
I DISTURBI DEL SONNO
(DR. GIUSEPPE D’ALESSANDRO – Dirigente Medico SC Neurologia e Stroke Unit Ospedale Aosta)

ORA LEGALE E RISCHIO DI ICTUS. VOX CLAMANS IN DESERTO.

Torna puntuale ogni anno la persecuzione dell'ora legale per le persone che hanno l'orologio biologico spostato in avanti, cioè delle persone che sono  chiamate relativamente al ritmo sonno-veglia "gufi" perché  di solito si addormentano a notte inoltrata e al mattino si alzano quando il sole è alto nel cielo. A  differenza delle "allodole" che vanno a dormire con le galline e si svegliano all'alba col canto del gallo. I telegiornali dicono che bisogna spostare le lancette dell'orologio un'ora in avanti e a ottobre recupereremo l'ora persa durante questo periodo definito legale ma che di legale non ha proprio nulla. Intanto le ore di sonno perse non è possibile recuperarle, anche se si dorme il doppio, come dimostrato da numerosi studi scientifici sull'argomento. E poi, in una società che cronicamente è deprivata di almeno 1-2 ore di sonno rispetto a qualche decennio fa, sinceramente non se ne sentiva proprio la mancanza. più volte, anche in questo blog, sono stati ribaditi gli effetti nocivi della variazione del ritmo sonno-veglia e della deprivazione di sonno e questa è l'occasione per sottolinearli ancora una volta: irritazione, stanchezza, mancanza di concentrazione, cefalea, sonnolenza, insonnia, nei bambini e nei soggetti giovani; insonnia, aggressività stato confusionale, agitazione psicomotoria nelle persone anziane, con aspetti più intensi in caso di deterioramento cognitivo, calo del tono dell'umore, apatia, astenia, insonnia, tendenza all'ideazione suicidaria nelle persone affette da depressione. Senza contare  l'aumento dei casi di ictus, infarto, traumi carnici e consumo di farmaci. Tutto questo per che cosa? Per 90 milioni di euro come riportato dai soliti telegiornali ecolalici. Questo vuol dire che noi siamo obbligati a svegliarci un'ora prima per circa un euro e mezzo, cioè 0,83 centesimi di euro al giorno! Allucinante!
Beh non chiedo di indire un referendum, in un  periodo dove il ricorso a questo strumento è esagerato, ma almeno  una proposta mi va di farla. Se si tratta di risparmiare,  potremmo recuperare tutti i fastidiosi e pericolosi centesimi di nichel che  tutti noi depositiamo accuratamente in qualche barattolo di vetro in casa nella speranza che un giorno prima o poi li  utilizzeremo. In media credo che ogni famiglia ne avrà per almeno 10 euro. Quindi chiediamo ai sindaci dei nostri comuni di istituire dei punti di raccolta dove depositare i nostri centesimi da mandare a questa  entità crudele  TERNA che ogni anno richiede per nutrirsi il sacrificio quotidiano di 60 minuti umani.
Di seguito un articolo recente sull'argomento.  Sanihelp.it - Uno studio che sarà presentato durante il meeting annuale  dell'American Academy of Neurology, che si terrà in Canada in aprile, ha tentato di valutare se esiste una relazione fra il passaggio dall'ora solare a quella legale e l'incidenza di ictus ischemico.
Gli autori dello studio hanno analizzato i dati relativi ai ricoveri per ictus e la mortalità in ospedale in Finlandia fra il 2004 e il 2013 durante la settimana successiva al passaggio dall'ora solare a quella legale.
I ricercatori hanno così scoperto che durante i due giorni immediatamente successivi al passaggio dall'ora solare a quella legale, si è registrata una maggiore incidenza di ictus, un'incidenza che si è ridotta con il proseguire della settimana e a fine settimana, il tasso di incidenza si è praticamente riallineato con quello di tutte le altre settimane dell'anno.
Durante i primi due giorni, tuttavia si è registrato un aumento di incidenza di ictus ischemico soprattutto a carico dei pazienti affetti da tumori maligni e con più di 65 anni.
Gli autori dello studio hanno sottolineato come sarà molto interessante cercare di scoprire se vi è modo di ridurre quest'aumentata percentuale di rischio nei primi due giorni seguenti il cambio dell'ora
http://www.msn.com/it-it/salute/medicina/lora-legale-e-il-rischio-ictus/ar-BBqo1Qp?ocid=spartanntp