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Aperitivi scientifici - Dieta mediterranea e prevenzione dell'Ictus

Nel corso del primo incontro degli aperitivi scientifici, giunti ormai alla terza edizione, iniziati ieri presso il CSV di Via Xavier, si è parlato di dieta mediterranea e ictus cerebrale. Il relatore, dr. Giuseppe D'Alessandro, medico della Neurologia dell'Ospedale di Aosta e fondatore di ALICe, introducendo l'argomento ha sottolineato l'importanza della dieta, anzi del regime alimentare, nella prevenzione in generale e non solo delle malattie cerebro e cardiovascolari. La dieta implica un concetto temporale, circoscritto nel tempo, il regime invece un modo di vivere: non vi sono limiti ma si limita all'adozione di un'alimentazione corretta, che non necessariamente comporta sacrifici, tutto è permesso anche i “cibi che fanno male” ma in piccole quantità, e di abitudini di vita salutari, quali l'attività fisica. "Fare una passeggiata di 30 minuti 3-4 volte a settimana, o meglio tutti i giorni, è un piacere più che una costrizione ed è anche un'occasione per estraniarsi dai ritmi incessanti della vita moderna e tenere sotto controllo lo stress". Pertanto nulla di nuovo rispetto a quello che consigliavano circa un millennio fa i medici della scuola medica salernitana: mente lieta, quiete e giusta dieta. In questo concetto è racchiusa anche la spiegazione di come mai un Neurologo si occupi di dieta mediterranea.

Quali sono le competenze di un neurologo riguardo ai cibi? I motivi sarebbero diversi, ha tenuto a precisare il medico. Intanto anche i neurologi si alimentano ed è bene che lo facciano nel modo migliore.In primis, come professionista impegnato alla lotta contro l'Ictus Cerebrale: in questo caso la prevenzione e quindi il regime alimentare rappresentano l'arma più efficace per contrastare la malattia. Ed è quello che fa l'associazione da circa 18 anni, da quando è stata fondata.In secondo luogo, perché la dieta mediterranea è stata “scoperta” nei luoghi dove è nato, cioè nel Cilento. Il medico e fisiologo americano, Ancel Keys, giunto in Italia in occasione della seconda guerra mondiale, soggiornando ad Acciaroli, frazione di Pollica, paesino del Cilento, dove tra l'altro è stato girato il film “Benvenuti al Sud”, notò che i residenti di quei posti avevano un minor tasso di mortalità e di eventi vascolari rispetto ad altre nazioni, dove aveva condotto diversi studi. Fu il primo quindi a metter in relazione questo dato con le le abitudini alimentari dei residenti cilentani. Tutto questo fu poi dimostrato in uno studio, il Seven Countries Study, pubblicato negli anni 80 su diverse e prestigiose riviste scientifiche internazionali e che rappresenta una pietra miliare nel panorama alimentare. Tant'è che oggi la dieta mediterranea è divenuta patrimonio culturale immateriale dell'umanità come dichiarato dall'UNESCO http://www.unesco.it/cni/index.php/archivio-news/174-la-dieta-mediterranea-e-patrimonio-immateriale-dellumanita Qual è però il segreto della dieta mediterranea? Semplicemente è la frugalità e la semplicità degli alimenti abbinati ad attività fisica regolare. Frutta, verdure e pesce azzurro prevalentemente, pane integrale, poca carne, grassi e dolci, basso condimento, compreso l'olio d'oliva. Purtroppo oggi, come sottolineato in occasione di varie conferenze tenutesi in occasione di Expo 2015, solo un italiano su 5 la segue e solo un italiano su 3 si alimenta correttamente.