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Agisci in fretta, l'ictus non aspetta

E' partita la campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione generale “Agisci in fretta, l'ictus non aspetta” ovvero Conoscere precocemente i sintomi di presentazione dell'Ictus per curarlo efficacemente.
L'Ictus Cerebrale o Stroke è in Italia la prima causa di invalidità permanente, la seconda di demenza e la terza di mortalità dopo i tumori e le malattie cardiocircolatorie.
In Valle d'Aosta vivono circa 1600 persone che in qualche modo nel corso corso della loro vita hanno avuto un'esperienza con questa malattia. Di queste il 60% presenta un'invalidità permanente di vario grado e necessità di assistenza.
Ogni anno in Valle d'Aosta, secondo studi locali, si verificano circa 350 casi di Ictus all'anno. Di questi l'80% si manifesta per la prima volta e nei restanti 20% si tratta di ricadute oppure di attacchi cerebrali transitori o TIA.
Anche se negli ultimi 10-15 anni il numero di persone ricoverate per ictus è progressivamente diminuito, il tasso di ospedalizzazione resta ancora alto. Da un'indagine condotta di recente e che ha analizzato le schede di dimissione ospedaliera dal 2000 al 2012 è emersa una riduzione media dei ricoveri del 32% (si è passati da 299 ricoveri per primo ictus nel 2000 a 193 nel 2012) e della mortalità del 63%. Tutto ciò grazie ad una più incisiva attività di prevenzione e al miglioramento dell'assistenza ospedaliera.
Purtroppo l'invalidità permanente conseguente ad ictus resta comunque elevata perché nonostante la possibilità di attuare terapie efficaci le persone colpite dalla malattia arrivano in Ospedale troppo tardi per poter essere curate in modo adeguato.
Attualmente soltanto il 10-15% degli ictus ischemici curabili si presenta in tempo utile per poter iniziare i trattamenti. Il motivo di questo ritardo è imputabile solo ed esclusivamente alla difficoltà dei pazienti o dei familiari a riconoscere i sintomi di presentazione dell'ictus. Il livello di conoscenza della malattia e la consapevolezza di essere affetti da ictus restano purtroppo ancora troppo basse come risulta da diverse indagini effettuate di recente e a cui ha partecipato anche ALICe VDA.
Oggi, a maggior ragione, dopo la pubblicazione dei risultati di efficacia della terapia endovascolare in 5 studi internazionali e la conferma dopo circa 20 anni di esperienza della terapia trombolitica, emerge la necessità di aumentare il numero delle persone da trattare, tenuto conto che l'azienda sanitaria locale della regione Valle d'Aosta, nelle sue articolazioni ospedaliera e territoriale, ha le capacità tecniche, professionali e organizzative per mettere in atto tali cure.
Da qui la necessità di organizzare una campagna di informazione sui sintomi di presentazione del tipo di ictus più frequente. In presenza di una persona che in pochi minuti sviluppa F una paralisi della faccia, A una debolezza a muovere gli arti e S una difficoltà a parlare sono molto alte le probabilità di essere in presenza di un ictus e quindi T bisogna chiamare immediatamente il 118 affinché la persona venga trasportata in Ospedale e qui accolta dal team professionale che attuerà il percorso diagnostico-terapeutico per iniziare tempestivamente le cure più appropriate. Time is brain (Tempo è cervello) Sia la trombolisi che la trombectomia danno il massimo di efficacia se praticate nei primi 90 minuti, poi le probabilità di miglioramento si riducono e dopo 4 ore e mezzo per la trombolisi endovenosa e sei ore per la trombectomia sono rischiose o addirittura dannose.

FAST in inglese significa rapido ed è l'acronimo di 

Face (faccia)
Arm (arti) 
Speech (Parlare) 
Time is brain (tempo è cervello).




Un po' di storia e di informazioni

La lotta all'Ictus Cerebrale ha compiuto negli ultimi anni passi da gigante. Sono passati circa 20 anni dalla pubblicazione dei risultati di efficacia del primo studio sulla trombolisi sistemica nella fase precoce dell'ictus cerebrale ischemico.
L'entusiasmo che seguì alla presentazione dei dati a San Francisco in occasione del riunione annuale dell'American Academy of Neurology fu tale che al rientro di lì a poco, insieme con altri “incoscienti” , fondammo ALICe in Valle d'Aosta, prima associazione italiana a occuparsi di Ictus, che poi è divenuta nel corso degli anni successivi una realtà in tutto il resto d' Italia.
Erano gli anni quelli in cui c'era un grosso fermento intorno all'Ictus in quanto erano stati pubblicati i risultati di due grandi studi di prevenzione secondaria dell'Ictus, che hanno poi cambiato l'atteggiamento nichilistico nei confronti della malattia.
L' ECST (European Carotid Surgery Trial) e l'EAFT (European Atrial Fibrillation Trial), due studi di prevenzione a cui il gruppo dell'Ospedale di Aosta con la neurologia Capofila partecipò: il primo sulla efficacia della TEA, l'intervento chirurgico Trombo-Endo-Arterectomia nella stenosi della carotide interna, e il secondo sull'utilizzo dei farmaci anticoagulanti orali nella prevenzione dell'Ictus nelle persone affette da Fibrillazione Atriale.
Seguirono poi gli studi ECASS (European Carotid Acute Stroke Trial) che replicarono i risultati appunto dello studio americano NINDS dando il via prima a livello osservazionale con lo studio ministeriale SITS-MOST e poi come indicazione terapeutica all'uso di alteplase nella pratica clinica.
Lo scorso anno i risultati dell'efficacia della trombectomia dimostrata in 5 studi e presentati in occasione del Congresso Internazionale sullo Stroke svoltosi a Nashville nel Tennessee e pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine ha segnato un'altra tappa fondamentale nella cura dell'Ictus.
Anche in questo caso l'efficacia del trattamento è in relazione al fattore tempo e i i risultati migliori si raggiungono se si agisce non oltre le 3 ore, anche se il limite massimo è di 4.5 ore per la trombolisi sistemica e 6 ore per quella meccanica.
Riveste un ruolo fondamentale pertanto che la persona (e anche i familiari o i care-giver) che ha manifestato la malattia riconosca i sintomi di presentazione e chiami immediatamente il 118.
Sembra molto facile ma nella realtà le cose sono un po' più complesse perché, come dimostrato da una ricerca nazionale pubblicata sul Sole 24 Ore Salute e condotta nel 2011 dalle sedi regionali di ALICe Italia, tra cui anche ALICe Valle d'Aosta, in collaborazione col Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del ministero della salute, le Università degli Studi di Firenze e Roma e col CENSIS, il livello di consapevolezza del rischio di ictus e il livello della conoscenza della malattia non sono soddisfacenti e soprattutto nelle persone più a rischio. Allo stesso modo la conoscenza di terapie efficaci, quale è per l'appunto la trombolisi, per la cura dell'Ictus.
E' fondamentale riconoscere, come riportato negli opuscoli, che la paralisi acuta di un arto, la comparsa improvvisa di deviazione della bocca e la difficoltà a parlare sono sintomi di esordio dell'Ictus e quindi in loro presenza chiamare immediatamente il 118. L'Ospedale regionale di Aosta ha le competenze professionali e le dotazioni tecniche per mettere in atto le raccomandazioni delle linee guida sul trattamento farmacologico.
Dopo un lavoro impegnativo di alcuni mesi, che ha visto la collaborazione di diverse figure professionali afferenti ai Dipartimenti di Emergenza Urgenza, Radiologia, Chirurgia Vascolare e Neurologia Stroke Unit,  è stato pubblicato, al fine di rendere anche più lineare e standardizzato l'approccio alla persona colpita da ictus che arriva nel  PS dell'Ospedale,  sul sito aziendale il Percorso Diagnostico e Terapeutico dell'Ictus Cerebrale.
Dr. Giuseppe D'Alessandro - Neurologo