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Emicrania e Rischio di Ictus Cerebrale


Sono circa 9.000 i valdostani che soffrono di emicrania. E’ quanto emerge da uno studio condotto in Valle d’Aosta nel corso del 2010 da ALICE, associazione per la lotta all’ictus cerebrale. L’indagine ERICE, emicrania e rischio di ictus cerebrale, ha riguardato un campione di circa 2000 persone tra 20 e 54 anni residenti nella città di Aosta a cui è stato inviato un questionario per identificare le persone affette da questo disturbo.
Lo studio, ideato e promosso dall’associazione, è stato realizzato col supporto logistico dell’amministrazione comunale della città di Aosta e grazie al contributo dell’assessorato alla sanità e della Fondazione Comunitaria della regione Valle d’Aosta.
Una condizione sottostimata ma altamente invalidante, come riferito dal dr. Giuseppe D’Alessandro, neurologo dell’Ospedale “Parini” di Aosta, responsabile della Neurologia Territoriale dell’AUSL VDA e del Progetto, nonché Fondatore di alice, l'associazione di volontariato contro l’Ictus Cerebrale nata in Valle d’Aosta nel 1997 e adesso realtà nazionale presente in quasi tutte le regioni italiane. Oltre il 60% delle persone affette da emicrania non si rivolge ad un medico e non si cura adeguatamente. Ad essere colpite sono prevalentemente le donne con un rapporto femmine/maschi di 3:1. La prevalenza, cioè la frequenza, di questa malattia nel campione analizzato è risultata del 18%. (27% nelle donne contro il 9% degli uomini) con un picco tra i 30 e i 34 anni in entrambi i sessi e nelle donne anche tra i 45-49 anni.
E’ sempre più evidente, come dimostrato da diversi studi, che l’emicrania, una cefalea primaria, cioè senza cause apparenti, caratterizzata da episodi ricorrenti di dolore intenso e pulsante, localizzato a metà del capo, della durata anche di alcuni giorni, spesso associato a vomito e impossibilità a svolgere le attività lavorative e sociali durante l’attacco, è un fattore di rischio per l’insorgenza dell’ictus cerebrale. Soprattutto l’emicrania con aura e se associata ad altre condizioni, quali l’assunzione della pillola contraccettiva e l’abitudine al fumo di sigaretta, oltre ai classici fattori di rischio vascolare (ndr, ipertensione, diabete, obesità, ecc.). In presenza di queste condizioni il rischio di ictus ischemico o di trombosi aumenta da 2 a 8 volte rispetto a persone sane della stessa età. .
Di questo e altro, cioè delle ripercussioni psicologiche e delle nuove tendenze terapeutiche, si parlerà Sabato 6 Novembre 2010 presso la Cittadella dei Giovani di Aosta. Il convegno organizzato da Alice per sensibilizzare l’opinione pubblica a non sottovalutare questa malattia vedrà la partecipazione del professor LA Pini dell’Università di Modena e Reggio Emilia e presidente della SISC, Società Italiana per lo Studio delle Cefalee. L’incontro è aperto al pubblico e le persone interessate sono invitate a partecipare.