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Presentato il progetto ERICE

Protocollo Indagine E.R.I.Ce. : Emicrania e rischio di ictus cerebrale nella città di Aosta.

Razionale. L’ictus cerebrale è la prima causa di invalidità nelle persone adulte, la seconda di demenza e la terza di mortalità. Ogni anno in Italia si verificano circa 200 mila casi di ictus. Di questi il 30% muore nel primo anno e dei restanti oltre il 50% presenta un’invalidità permanente, con gravi ripercussioni sia economiche che sociali. Anche se è una malattia che si verifica prevalentemente nelle persone anziane, nel 30% dei casi però si manifesta prima dei 54 anni e nelle persone di sesso femminile (D’Alessandro G e t al Stroke 1992; D’Alessandro G et al. Ital J Neurol Science 2000; D’Alessandro et Al. Neurol Science 2009). Queste, tra l’altro con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’incidenza legata all’età, saranno sempre più colpite come è stato segnalato di recente in diversi studi epidemiologici. In Valle d’Aosta, fatte le dovute proporzioni, la situazione non è dissimile da quella italiana. Sono circa 400 le persone che ne sono colpite ogni anno e tra queste circa 100 quelle al di sotto dei 54 anni. Si tratta di una malattia determinata da ben definite condizioni che se individuate e trattate in tempo possono evitarne l’insorgenza nei due terzi dei casi. Oltre ai classici fattori di rischio come l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete mellito, l’ipercolesterolomia (D’Alessandro G et al Neurol Science 2009), l’obesità, l’assunzioni di alcolici, l’alimentazione scorretta e la ridotta attività fisica, recentemente sono state individuate altre condizioni altrettanto frequenti e importanti quali l’assunzione di estrogeni, un aumentato livello di omocisteinemia e la storia di emicrania (Agostoni E. Neurol Science 2005) L’emicrania è una malattia molto diffusa ed interessa prevalentemente le donne. Oltre la metà delle persone affette, come segnalato da recenti indagini epidemiologiche, non ha mai contattato un medico e di solito non assume farmaci specifici. Nella persone tra i 10 e i 50 anni la frequenza dell’emicrania è del 16% nelle donne e 5% negli uomini. Le relazioni tra emicrania ed ictus ischemico sono complesse e ancora oggi non completamente definite. Diversi studi considerano l’emicrania, soprattutto la forma con aura, associata ad un aumentato rischio di stroke. In particolare nelle giovani donne al di sotto dei 45 anni, l’emicrania con aura è ritenuta un fattore di rischio indipendente per lo stroke ischemico. Questo rischio si moltiplica in caso di associazione con fumo e uso di contraccettivi orali. La patogenesi non è nota, ma diversi studi riportano alcuni meccanismi biochimici comuni tra le due malattie. Una particolare attenzione viene posta su alcune condizioni patologiche come l’iperomocisteinemia, il forame ovale pervio, il prolasso della valvola mitrale, il vasospasmo, fattori protrombotici,e la disfunzione endoteliale. La recente segnalazione di una prevalenza di alterazioni iperintense alla RM nei pazienti affetti da emicrania con aura e la rivisitazione di un’entità nosografia come l’infarto emicranico, aprono un rinnovato interesse per l’associazione tra emicrania ed ictus ischemico, e rendono necessari programmi di informazione e progetti di prevenzione capaci di raggiungere e di individuare le persone interessate.

Obiettivi. Obiettivo 1: individuare le persone affette da emicrania a rischio di ictus cerebrale Obiettivo 2: studiare la prevalenza dell’ictus cerebrale Obiettivo 3: valutare l’implementazione linee guida prevenzione primaria malattie cardiovascolari e tumorali

Materiali e Metodi. Inviare ad un campione di 2000 persone di età compresa tra 18 e 54 anni (50 soggetti per ogni anno d’età) e residenti nella città di Aosta un questionario (Questionario emicrania ID) integrato con domande relative ai fattori di rischio cardiovascolare per individuare le persone che hanno presentato negli ultimi 3-6 mesi un episodio di cefalea e quelle a rischio di stroke ischemico. Successivamente sottoporre a visita medica e specialistica le persone con storia di emicrania e/o a rischio di ictus. Ipotizzando un tasso di risposta del 50% circa I casi attesi, relativamente all’emicrania e considerata la prevalenza della malattia dovrebbero essere circa 200 (160 donne e 40 maschi), mentre per l’ictus circa (15 donne e 20 uomini).

Cronoprogramma. Prima fase: invio questionari entro Febbraio 2010.

Seconda fase: attesa restituzione questionari ed eventuale sollecito telefonico per i non rispondenti: entro il 31 Marzo 2010.

Terza fase: analisi questionari: entro il 30 Aprile 2010.

Quarta fase: contatto telefonico persone che non hanno risposto al questionario per valutare le motivazioni della mancata risposta: circa 100 contatti: entro il 31 maggio 2010.

Quinta fase: convocazione persone positive presso la sede dell’associazione per completamento seconda parte questionario invalidità emicrania (MIDAS), visita e consigli medici. Entro il 30 settembre 2010.

Sesta fase: analisi elaborazione questionari entro Ottobre 2010.

Fase conclusiva: presentazione risultati (conferenza stampa e serata aperta al pubblico presso biblioteca regionale Aosta o salone manifestazioni palazzo regionale), invio articolo studio a rivista scientifica del settore: entro 31 Dicembre 2010.

Responsabile del progetto: Dr. Giuseppe D’Alessandro – Medico neurologo – Presidente associazione Alice Ictus VDA.

Collaboratori volontari: tre soci associazione Alice con funzioni amministrative.

Collaboratori remunerati: un neuropsicologo per somministrazione questionari e contatti telefonici; Medico cardiologo per valutazione rischio vascolare; Medico Neo-laureato o laureando per analisi, elaborazione e pubblicazione risultati su rivista scientifica.

Enti/Associazioni interessati: Assessorato Politiche sociali e Pari opportunità Comune di Aosta per supporto logistico per invio e recupero questionari. Altre associazioni per patrocinio morale Viola associazione per la vita dopo il tumore al seno, Soroptimist).

Il progetto ha già ottenuto un contributo di E 2.250 dalla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta. Un contributo di importo simile è stato richiesto all’Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali della RAVDA.

Associazione promotrice. Alice è un’associazione di volontariato non lucrativa legalmente riconosciuta che opera sul territorio valdostano sin dal 1997 nell’ambito socio-sanitario, con particolare riferimento alle fasce di bisogno sociale rappresentate da persone colpite da ictus cerebrale e loro familiari (o da soggetti a rischio di ictus, cioè persone affette da una o più delle condizioni seguenti: ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipidemia, emicrania, cardiopatie emboligene e aritmiche, malattie autoimmuni ed ereditarie con componente vasculopatica e coagulopatica, vasculopatie periferiche e cerebrali, fumo, sindrome metabolica) mediante interventi rivolti a soggetti di qualsiasi età e senza distinzione di sesso o di provenienza geografica, con lo scopo di migliorarne la qualità della vita qualora la malattia si sia già manifestata o di impedirne l’insorgenza nelle persone a rischio.


L’organizzazione svolge le seguenti attività di:

tutela e difesa dei diritti delle persone colpite da ictus cerebrale e dei loro familiari;
sostegno a tutte le iniziative rivolte a promuovere il recupero funzionale conseguente alla malattia al fine di ridurne la disabilità fisica, psichica e comunicativa, anche attraverso il ricorso e la retribuzione di professionisti o strutture sanitarie accreditate competenti, mirato anche a singoli pazienti con particolari difficoltà economiche;

informazione e sensibilizzazione delle persone a rischio e della popolazione generale al fine di migliorare la conoscenza, la consapevolezza del rischio di ictus cerebrale e l’assistenza alle persone colpite da ictus cerebrale;

collaborazione con tutte le figure professionali interessate, le istituzioni e gli addetti alla programmazione sanitaria;

raccolta fondi per finanziare singole iniziative comprese nelle finalità dell’associazione o in generale l’attività stessa dell’associazione; può essere prevista in questo contesto la realizzazione di strutture semiresidenziali finalizzate al recupero funzionale o alla prevenzione della malattia da realizzare in primis sul territorio regionale;

prevenzione dell’ictus cerebrale mediante campagne di screening;

formazione e aggiornamento degli operatori sanitari addetti all’assistenza e alla cura e diagnosi dell’ictus mediante l’organizzazione di convegni e congressi scientifici sulle novità terapeutiche e diagnostiche della malattia;

ricerca sulle cause e sulle cure dell’ictus cerebrale;

pubblicazione a stampa di una rivista o di un giornale dell’associazione o di opuscoli informativi contenenti notizie sulla prevenzione e cura della malattia; in questo contesto è prevista anche la realizzazione di un sito internet specifico;

formazione di gruppi di mutuo-auto-aiuto costituiti da pazienti e familiari con la supervisione di professionisti;

collaborazione con altre associazioni di volontariato regionali, nazionali ed internazionali aventi scopi simili;

coordinamento e di indirizzo di eventuali altre associazioni simili presenti sul territorio nazionale