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Domande ricorrenti sull’ictus cerebrale.

La domanda più frequente che i visitatori del nostro blog ci pongono è "Mio padre ( ma potrebbe essere anche mia madre o il nonno, mio fratello piuttosto che mia sorella) ha avuto un ictus: a chi posso rivolgermi perché sia curato in modo adeguato? A seguire poi altre domande quali: "Ci sono in Italia dei centri specializzati dove si cura l’ictus? E se si, dove sono e come fare per essere ricoverati?"
Cercherò di rispondere in modo esaustivo a queste domande, anche perchè sono gli interrogativi che molti si pongono soprattutto nei momenti più drammatici della fase acuta.
Riguardo alla prima domanda, la risposta è molto semplice. In presenza di sintomi specifici di ictus, quali paresi o disturbi del linguaggio, bisogna chiamare immediatamente il 118 e condurre il familiare in ospedale. Qui, dopo una valutazione clinica e strumentale, se la diagnosi di ictus o infarto cerebrale è confermata il paziente viene ricoverato in una Unità Ictus o Stroke Unit e se questa struttura non è presente in un reparto con competenze nella cura e diagnosi dell'ictus cerebrale. Se non sono trascorse più di 3-5 ore dall’inizio dei disturbi, non vi sono controindicazioni e le dimensioni presunte dell’infarto sono contenute si può pensare di iniziare una terapia trombolitica, cioè di somministrare un farmaco che sciogliendo il "coagulo" faciliti il ripristino della circolazione nell’area cerebrale interessata dall’ischemia o dall’infarto. Non necessariamente il paziente deve essere ricoverato in una struttura ultraspecialistica. La cosa più importante è che in quella struttura ci sia personale competente, in grado di prendersi carico del paziente è mettere in atto tutte quelle strategie che servono ad evitare un peggioramento del deficit neurologico o la comparsa di complicanze. Durante il ricovero proseguono gli accertamenti per stabilire la causa che ha causato all’ictus. In genere si tratta di malattie cardiache o di restringimento delle carotidi. Individuare con precisione la causa ha originato l'ictus è importante poi in un secondo momento per iniziare una terapia preventiva ed evitare così che l'ictus si ripeta. Superata la fase acuta si procede all’elaborazione di un programma riabilitativo. Questa è una fase molto importante ai fini del recupero funzionale. E’ da precisare che prima viene effettuata una valutazione neuroriabilitativa tanto maggiori sono le probabilità di recupero. In tutto questo bisogna comunque tener conto sempre dell’entità del danno cerebrale, dell’età del paziente e delle condizioni di salute precedenti l’ictus. Non trascurabile è la valutazione psicologica: fino al 50% delle persone colpite da ictus presenta un depressione del tono dell'umore. Saper riconoscere e trattare questo aspetto è importante ai fini del recupero.
Passando alla seconda domanda, c’è da dire che ogni ospedale ha, o dovrebbe avere, una struttura riabilitativa o in assenza un centro di riferimento provinciale o regionale. Esistono comunque diverse strutture specialistiche adibite a questo scopo.
Quali sono queste strutture e dove sono? E’ un po’ difficile rispondere a questa domanda, perché si correrebbe il rischio di menzionare alcune e trascurane altre. In linea generale, di solito sono gli IRCCS (Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) o le Fondazioni Maugeri, che sono specializzate in questo tipo di attività. Tuttavia, per fortuna, in ogni regione esistono, con orientamenti più o meno specifici, centri di eccellenza. Per questo si possono consultare diversi siti, tra cui quello del Ministero della Salute (http://www.ministerosalute.it/ ) alla voce Indirizzi Utili, sezione TrovaSalute, dove sono disponibili per regione o provincia tutti gli indirizzi e i numeri di telefono utili per chiedere informazioni sul tipo di riabilitazione e sulle modalità di accesso alle strutture.
Nella speranza di essere stato utile a qualche familiare o paziente, resto a disposizione e invito coloro i quali hanno domande più specifiche di formularle mediante e-mail.

Giuseppe D'Alessandro

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Cari Amici,come avrete notato, questo blog nasce dall'esigenza di informare i soci di Alice Valle d'Aosta su nuove iniziative e progetti. E' una specie di diario su cui di tanto in tanto, tempo permettendo, annotiamo gli aspetti che noi riteniamo più utili e importanti per gli iscritti.Spesso giungono al nostro indirizzo di posta elettronica richieste da altre città e regioni di aiuto e di informazioni terapeutiche direttamente da persone colpite da ictus o dai loro familiari a cui noi purtroppo non possiamo rispondere, considerato anche che si tratta di domande specifiche di tipo medico e quindi molto delicate visto il complesso problema dell'ictus.Vi preghiamo pertanto, al fine di evitare speranze e attese inutili, di non inviare richieste in tal senso. Anche perchè a causa di impegni lavorativi e professionali nonchè familiari non sempre possiamo leggere la posta in tempo reale.