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IV Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale

Aosta, 23 Ottobre 2008 - L’ictus cerebrale è una catastrofe prevenibile e curabile. È questo il messaggio della IV Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale, che si svolgerà in tutto il mondo il 29 ottobre. In Italia il World Stroke Day viene celebrato per la prima volta attraverso visite gratuite e screening del rischio nei principali ospedali delle città coinvolte dall’iniziativa. La sede di Alice Valle d’Aosta di Corso Lancieri 15 K (regione Tzamberlet) resterà aperta dalle 8.30 alle 12.30 a disposizione dei cittadini interessati alla prevenzione dell’Ictus. Inoltre, alle persone di oltre 60 anni, che non hanno mai effettuato un ecodoppler carotideo, sarà data l’opportunità di effettuare tale esame se ritenute a rischio elevato. Per la valutazione del rischio cerebrovascolare è necessario portare in visione i valori di colesterolo e glicemia effettuati di recente.
"L’obiettivo delle campagne di comunicazione che organizziamo – ha dichiarato Maria Luisa Sacchetti neurologa vascolare presso l’ Az. Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Federazione Alice Italia Onlus, è far conoscere sempre meglio e sempre più approfonditamente questa malattia, oggi finalmente curabile ed in parte prevenibile: quali sono i sintomi di allarme , cosa fare in caso di ictus, a quali strutture rivolgersi per avere la garanzia di ricevere le cure più appropriate e nel minore tempo possibile. L’obiettivo del nostro lavoro è ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale, attraverso un intervento di ‘sistema’ , vale a dire: informazione alla popolazione; valutazione e controllo delle persone a rischio; pressing sulle istituzioni sanitarie, affinché realizzino sistemi di assistenza integrati, ospedale-territorio, che garantiscano cure appropriate dall’esordio dei sintomi fino al rientro a casa.
Dobbiamo dare ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari a tutelare la propria salute, - conclude la dott.sa Sacchetti –l’ informazione corretta è il primo passo verso la consapevolezza della malattia, la sola che possa aiutare le persone a mettere in atto tutte le azioni necessarie per ridurre l’incidenza della malattia così come i suoi esiti invalidanti."
Ogni anno, nel mondo, 6 milioni di persone muoiono di ictus. In Italia sono 200.000 le persone che vengono colpite da ictus ogni anno: di queste, 40.000 muoiono entro breve termine e altre 40.000 perdono completamente l’ autosufficienza, cambiando radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie. In termini economici, il costo dell’assistenza si traduce in 3.7 miliardi, pari allo 0.25 del Prodotto Interno Lordo italiano. La diagnosi precoce e l’intervento adeguato potrebbero significare una diminuzione di questo grave carico sociale ed economico del 20-30%. Ogni anno in Valle d’Aosta si verificano circa 400 casi di ictus. Di questi, 270 circa si manifestano per la prima volta, gli altri sono ricadute o ictus leggeri. Circa il 30% delle persone muore entro il primo anno e di quelle che sopravvivono, la metà circa presenterà un’invalidità permanente con necessità di assistenza in una o più attività della vita quotidiana. Da una recente indagine effettuata da Alice VDA risulta che in valle d’Aosta sono tra le 1400-1600 le persone viventi che hanno avuto a che fare con la malattia.


In Europa, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine ed è la terza causa di morte: basti pensare che ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus cerebrale e che ogni anno a causa di questa patologia muoiono circa 650.000 persone. Un altro dato drammatico è la diminuzione significativa dell’età dei pazienti colpiti da ictus. I dati sull’Europa sono stati diffusi dalla Stroke Alliance for Europe (SAFE), organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus in 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione. Secondo la SAFE, il controllo della pressione del sangue, il trattamento dell’ipertensione e del livello di colesterolo alto potrebbero aiutare a prevenire il 40% degli ictus cerebrali.
"L’ictus ha ormai assunto le dimensioni di un’epidemia mondiale – afferma Domenico Inzitari, presidente del The Italian Stroke Forum nonché direttore della Stroke Unit presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria "Careggi" a Firenze – e in Italia non possiamo che segnalare una scarsa consapevolezza del problema ictus a tutti i livelli e constatare che tutti i giorni, in molti ospedali italiani, il paziente arriva spesso in ritardo e non è curato come dovrebbe, nonostante esistano linee guida scientificamente avanzate." Ciò è da attribuire, ha detto il dr. Giuseppe D’Alessandro, Presidente di Alice Onlus Valle d’Aosta e fondatore della prima associazione Alice in Italia, alla bassa la consapevolezza di malattia anche nelle persone ad alto rischio e alla scarsa la conoscenza delle manifestazioni d’esordio.
Tutto ciò è aggravato anche dalle enormi differenze tra le varie Regioni in termini di organizzazione e qualità dell’assistenza, come è emerso da una recente indagine. Eppure per ogni persona colpita da ictus, essere sottoposta in tempi brevi ad una terapia di farmaci adeguati come i trombolitici, in molti casi può significare il ritorno ad una vita normale. Ma affinché ciò avvenga bisognerebbe garantire in qualsiasi Regione le condizioni necessarie per ricevere le cure ottimali da parte di equipe adeguatamente formate e in strutture organizzate, note come Stroke Unit.
La Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale - World Stroke Day - rappresenta l’occasione per sensibilizzare tutto il Paese su questa situazione e convincere i cittadini che è un loro diritto ricevere cure adeguate, moderne ed efficaci. L’obiettivo è quello di raggiungere in poco tempo un forte coordinamento tra le varie fasi di cura della malattia: prevenzione, trattamento in ospedale, riabilitazione e reinserimento sociale, in una visione moderna dell’assistenza che viene definita continuità assistenziale.
Le iniziative italiane vedranno coinvolte sia le società scientifiche che la Federazione ALICE Italia Onlus che raccoglie la voce dei pazienti e delle famiglie, coordinando le omonime Associazioni regionali, presenti con numerose unità territoriali in ogni regione italiana. L’Associazione è molto attiva nelle campagne di prevenzione ed informazione per diffondere la cultura che l’ictus è una malattia grave che può essere prevenuta e curata.