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Associazioni malati neurologici a convegno

Si svolgerà venerdì 30 settembre alle ore 18 presso il salone delle manifestazioni di palazzo regionale di Aosta un convegno, organizzato da A.L.I.Ce. VdA onlus Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, sulle “Malattie neurologiche: impatto sui malati, sui familiari e sulle politiche sociosanitarie e ruolo delle associazioni dei pazienti”, che vedrà la partecipazione della Prof.ssa Matilde Leonardi, Referente OMS in Italia per la Disabilità e Direttore dell'Unità Disabilità e Salute Pubblica dell'Istituto Neurologico “C. Besta” di Milano. Il convegno, che prevede anche una tavola rotonda a cui parteciperanno i presidenti o loro rappresentanti delle principali associazioni di malati neurologici, l'assessore alla salute, sanità e politiche sociali della Regione VDA Laurent Viérin, l'assessore alle politiche sociali del Comune di Aosta, Marco Sorbara, e il direttore generale dell'azienda sanitaria locale, Massimo Veglio, vuol fare il punto sulle politiche adottate a livello internazionale, nazionale e locale, per contrastare la disabilità e favorire l'inclusione nella vita lavorativa e sociale delle persone con disabilità. L'ictus cerebrale, le demenze, la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, l'emicrania e tutte le altre malattie neurodegenerative sono tra le più frequenti cause di cronicità. Questo, oltre alla disabilità, vuol dire mortalità precoce, anni persi in salute, ridotta capacità lavorativa ed esclusione sociale. Il convegno è aperto al pubblico e la partecipazione è libera.

E' D'Alessandro il nuovo primario di Neurologia dell'Ospedale di Aosta



E’ D’Alessandro, il dr. Giuseppe D’Alessandro, il nuovo primario pro tempore del reparto di Neurologia dell’Ospedale di Aosta. Salernitano di origine, per la precisione Cilentano,   per intenderci la terra che ha ospitato, in quel di Pollica, nel primo dopoguerra il fisiologo americano dr. Ancel Keys, l’inventore della dieta mediterranea, mare che ogni anno riceve le famigerate bandiere blu di lega ambiente.
 
Classe 1955, sposato con tre figli, due in procinto di laurea, studi universitari presso l’Università Federico II di Napoli, specialista in Neurologia presso l’Università di Torino e di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Pavia.  In Valle d’Aosta dal 1982, memoria storica del reparto di Neurologia, per l’appunto costituito nel mese di Febbraio di quell’anno.

Suo uno dei primi studi condotti in Italia nel 1989 sull’epidemiologia dell’Ictus, pubblicato sulla prestigiosa rivista mondiale "Stroke". Referente valdostano di diversi studi multicentrici internazionali sulla prevenzione  farmacologica e chirurgica dell’Ictus. Ideatore e fondatore dell’associazione di volontariato ALICe, nata in Valle d’Aosta nel 1997 e da oltre un decennio associazione nazionale con centinaia di sedi in quasi tutte le regioni italiane.

Adesso che è responsabile del reparto di Neurologia, anche se pro tempore, qual è il suo  programma?

Premesso che i medici e tutto il personale che lavora nel reparto di Neurologia sono tutti professionisti seri, competenti, esperti e autonomi nel loro ambito, tenuto conto del mio interesse per l’Ictus coltivato in questi anni, penso che il mio compito di Responsabile del reparto   sarà molto semplice, nel senso che dedicherò ancora più attenzione alla cura e all’assistenza delle persone colpite da Ictus. Non trascurando evidentemente altre malattie parimenti importanti,  e a cui ho dedicato in questi anni altrettanta passione, come le malattie neurodegenerative tipo le malattie di Parkinson e di Alzheimer, che sono le principali cause di ricovero dopo l’Ictus. Allo stesso tempo,  le cefalee, in qualità di esperto diplomato SISC, la principale scuola di formazione nazionale sulle cefalee, e responsabile del centro regionale territoriale cefalee, accreditato ANIRCEF, la principale associazione scientifica italiana sulla ricerca delle cefalee.

Dopo oltre 30 anni di intensa attività scientifica e lavorativa, se dovesse rivolgersi ai giovani medici che si apprestano ad iniziare la loro attività di neurologi in Valle d’Aosta, che cosa consiglierebbe? Innanzitutto di credere in ciò che fanno, di ascoltare e dedicare più tempo ai pazienti e ai loro familiari, perché molti disguidi sono dovuti a lacune in questo ambito,  e soprattutto di camminare a testa alta. Ha qualche desiderio? Beh, mi piacerebbe ritornare, come tanti miei pazienti che vagano alla ricerca di qualcosa, presto a casa o in qualche posto dove c’è il mare per andarmene al largo con la barca a remi per una lamparata.

MALATTIA DI PARKINSON: L'IMPORTANZA DELLA DIAGNSOI PRECOCE.

Proseguirà il 19 Aprile l'incontro sull'importanza della diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative. Purtroppo, durante il precedente incontro, molto spazio è stato dedicato alle demenze vascolari, che rappresentaneo un buon 30% dei casi di deterioramento cognitivo, tra l'altro prevenibili, e  Demenza di Alzheimer, e quindi  non c'è stato il tempo per affrontare la seconda parte dell'incontro che per l'appunto era dedicata al Parkinson.
In considerazione delle numerose richieste dei presenti in sala ma anche di altri interessati, il dr. D'Alessandro Giuseppe ha accettato la richiesta di organizzare un incontro aggiuntivo,. L'incontro, che si svolgerà mercoledì 19 Aprile, sempre presso il CSV di Aosta alle ore 16.30, precederà   l'Assemblea ordinaria dell'associazione ALICe VDA che, tra l'altro, l'anno prossimo compie 20 anni. Al riguardo, sono già iniziati i primi incontri per organizzare la manifestazione. Intanto gli interessati collegandosi al link http://neurolistic.blogspot.it/  potranno trovare una sintesi del curriculum del fondatore Dr. Giuseppe D'Alessandro.

L'importanza della diagnosi precoce delle malattie di Alzheimer e di Parkinson

Aperitivi Scientifici: Sala gremita per l'incontro con D'Alessandro sulla demenza.
Record di presenze per l'appuntamento di mercoledì 16 marzo nell'ambito degli 'Aperitivi scientifici' organizzati al Csv di Aosta da Alice onlus.  Il pubblico ha ascoltato con attenzione Giuseppe D'Alessandro, Dirigente Medico della struttura di Neurologia e Stroke Unit, che ha parlato dell'importanza della diagnosi precoce delle malattie di Alzheimer e di Parkinson.
"Quando si parla di malattie degenerative  - ha spiegato D'Alessandro - si fa riferimento a quelle malattie in cui a un certo punto della vita alcune cellule del sistema nervoso, i neuroni, per un motivo non ancora completamente compreso vanno incontro ad una progressiva sofferenza e quindi a morte con perdita della loro funzione. Questo processo è molto lento e spesso richiede alcuni anni. I sintomi della malattia si manifestano quando il processo ha già coinvolto circa la metà di quella determinata popolazione di neuroni".
Lo sforzo che i ricercatori stanno facendo negli ultimi anni "è di individuare la malattia già in questa fase  - ha sottolineato il medico aostano - per poter così sperimentare nuovi farmaci oppure verificare l'effettiva risposta di quelli attualmente in uso ma che solitamente vengono utilizzati in una fase già conclamata della malattia e quindi il fatto che non siano efficaci può anche essere in relazione alla fase avanzata della malattia in cui vengono utilizzati".

D'Alessandro ha precisato anche che "le persone, a differenza di qualche decennio fa, oggi sono molto più attente alla loro salute e molto più informate sulle malattie e quindi in caso di processo patologico che possa riguardarle giustamente vogliono essere informate in tempo per poter decidere sul fine vita. Negli ultimi anni i progressi scientifici hanno raggiunto un livello tecnologico tale che con le metodiche di indagine, al momento disponibili solo nei centri di ricerca e in qualche ospedale pubblico, possiamo formulare la diagnosi con elevata certezza già nella fase asintomatica della malattia".
"Con un po' di ottimismo  -  ha proseguito - è presumibile che nei prossimi anni, potremo disporre di farmaci efficaci attualmente in fase di sperimentazione in persone che non hanno ancora sviluppato la malattia".
Col termine un po' superato ed arcaico di demenza, attualmente si utilizzano i termini più leggeri e moderni, o perlomeno a connotazione più positiva, di deterioramento o declino cognitivo, si intende una perdita di funzione o funzioni intellettive precedentemente raggiunte e capaci di interferire con lo svolgimento delle attività quotidiane.
La demenza è una malattia molto diffusa. I dati di prevalenza, cioè dei casi totali presenti nella popolazione, fanno riferimento a stime derivate da studi di qualche anno fa e poco aggiornati, riportano una frequenza di circa 7 mila casi, che corrisponde quindi ad una prevalenza di 6.4% dopo i 65 anni: il 7,2% delle donne, il 5,6% degli uomini.
La prevalenza specifica per classi di età è intorno all'1% nei soggetti di età compresa tra i 65 e 69 anni e raddoppiando approssimativamente ogni 5 anni di età, arriva ad oltre il 30% nel gruppo di età compresa tra gli 85 e 89 anni. Inoltre il tasso di incidenza annuale, cioè il numero delle persone nuove che si ammalano ogni anno, è stimato in circa l'1% nei soggetti di età superiore ai 65 anni.
La malattia di Alzheimer rappresenta circa il 60% di tutte le forme di demenza e la forma vascolare circa il 30%. Articolo pubblicato su: http://www.valledaostaglocal.it/2016/03/18/leggi-notizia/argomenti/solidarieta-1/articolo/aperitivi-scientifici-sala-gremita-per-lincontro-con-dalessandro-sulla-demenza.html

APERITIVI SCIENTIFICI. L'IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE DELLE MALATTIE DI ALZHEIMER E DI PARKINSON

Proseguono presso il C.S.V. in via Xavier des Maistre di Aosta, tutti i giovedì, fino al 26 maggio 2016, con inizio alle 16,30,  gli incontri organizzati dall’Associazione A.L.I.Ce. Ictus Valle d’Aosta Onlus nell'ambito dell'iniziativa “Aperitivi Scientifici”, giunta quest'anno alla terza edizione.

Molti degli argomenti trattati riguarderanno il problema ictus, spaziando dalla prevenzione ai progressi terapeutici, approfondendo quindi,  non solo l’aspetto della malattia, ma anche tutti gli argomenti correlati, quali ad esempio i fattori di rischio come il colesterolo, l’ipertensione arteriosa, l’alimentazione, il diabete, ecc.
Saranno affrontati inoltre temi di interesse comune con importanti ricadute sulla prevenzione in generale e il mantenimento dello stato di salute.
Anche a questa edizione parteciperanno relatori competenti e qualificati provenienti da diverse realtà quali medici dell'azienda sanitaria locale e dell'ospedale di Aosta, nonché farmacisti, psicologi, logopedisti e professionisti di altri importanti settori della sanità e della salute.
Relativamente alle problematiche dell'Ictus sono in programma due incontri, che entrambi  saranno tenuti dal neurologo dr. Giuseppe D'Alessandro, della SC di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale di Aosta, e riguardanti la demenza e i parkinsonismi che, pur non avendo, apparentemente, alcuna correlazione clinica con l'Ictus, condividono nelle forme secondarie gli stessi fattori di rischio. Il 30% delle demenze e dei parkinsonismi, infatti, sono dovute a disturbi circolatori. Quindi prevenire l'ictus vuol dire anche ridurre il rischio di sviluppare una demenza o un parkinsonismo.



Demenza non sempre significa Alzheimer. Esistono diverse forme di demenza degenerative, come quelle fronto-temporali o di Lewy, abbastanza frequenti che spesso non vengono diagnosticate perché il paziente non viene inviato al neurologo, che è lo specialista competente per queste patologie, e di conseguenza non sono curate nel modo più corretto.
Si parlerà inoltre dei progressi scientifici nella diagnosi precoce di queste due malattie e dei nuovi farmaci già in commercio o in fase avanzata d studio per curarli.
Rispetto a qualche anno fa, gli studi di genetica hanno compiuto dei progressi enormi. La maggior parte dei ricercatori è convinta che per le malattie neurodegenerative non esista più una differenza tra forme sporadiche e forme familiari, ma che esista solo una differenza di penetranza e di espressione dei geni coinvolti e un’interazione ambientale più favorevole in alcuni casi. Altro traguardo raggiunto di recente è l’aver individuato un continuum nel decadimento cognitivo tra le varie forme di malattie neurodegenerative. Alcuni confini e certezze cliniche sono oggi più sfumati che per il passato.
Con le nuove metodiche di indagine, oltre a quelle genetiche, marker ematici o liquorali nonché l’individuazione delle placche di amiloide con lo studio scintigrafico nella malattia di Alzheimer o il rilevamento dei sintomi non motori nella malattia di Parkinson, si potrà diagnosticare queste malattie molti anni prima che si manifestino e quindi verificare e testare nuovi farmaci nella fase asintomatica.

Nel secondo dei due incontri, quello dedicato ai disturbi del sonno, il neurologo parlerà oltre all'insonnia, anche della sindrome delle apnee morfeiche, un fattore di rischio emergente dell'ictus molto frequente ma poco conosciuto e principale causa di incidenti stradali mortali negli adulti a causa dell'eccessiva sonnolenza diurna che comporta . Nel corso di questo incontro si farà un riferimento alle nuove le nuove direttive della comunità europea, recepite in questi giorni anche dal governo italiano, sulle modalità per il rinnovo della patente di guida in pazienti con questo tipo di patologia.






TUTTI I GIOVEDI’ DALLE ORE 16,30 ALLE ORE 18,00
DAL 04/02/2016 AL 26/05/2016 AL CSV AOSTA (Via Xavier De Maistre 19 - Aosta)
10/03
COME SI CURAVANO GLI ANTICHI ROMANI ALL’EPOCA DELL’IMPERO
(DR. SERGIO SANTINI – Farmacista Farmacie Comunali A.P.S.)
17/03
L'IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE DELLE MALATTIE DI ALZHEIMER E DI PARKINSON
(DR. G. D’ALESSANDRO – Dirigente Medico SC Neurologia e Stroke Unit)
24/03
SLOW MEDICINE: LA MEDICINA SOBRIA, RISPETTOSA, GIUSTA
(DR.SSA SANDRA VERNERO – Co-fondatrice Slow Medicine)
31/03
ORTI MEDIEVALI
(DR. SERGIO SANTINI – Farmacista Farmacie Comunali A.P.S.)
07/04
LA SALUTE PASSA DALLA BOCCA
(DR. BENIAMINO D’ERRICO – Medico Dentista – Libero Professionista)
14/04
TRA VECCHIE E NUOVE DIPENDENZE-OVVERO- FUMO, ALCOOL, INTERNET E VIDEOGIOCHI
(DR. VINCENZO LAMARTORA – Responsabile SERD AUSL VDA)
21/04
IPERTENSIONE ARTERIOSA: I CONSIGLI DELL’ESPERTO
(DR.SSA SABINA MODESTI – Dirigente Medico Struttura Complessa di Medicina, Responsabile Ambulatorio Ipertensione AUSL VDA)
28/04
PRIMO SOCCORSO: ISTRUZIONI PER L’USO
(DR. CARLO VETTORATO – Anestesista e Rianimatore)
05/05
QUANDO UNA CATTIVA ALIMENTAZIONE DIVENTA MALATTIA
(DR.SSA ANNA BEONI – Responsabile SS DCA e FF SC Psichiatria AUSL VDA)
12/05 -
ESERCIZI PER TENERE ATTIVO IL CERVELLO
(DR.SSA VALENTINA VOLPI – Neuropsicologa Libero professionista)
19/05
CURARSI CON LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
(DR.SSA BALDINI PAOLA – Medico Chirurgo - Specialista in Anestesia e Rianimazione - Presidente AMAV - Associazione Medici Agopuntori Valle d'Aosta. Esperta di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese)
26/05
I DISTURBI DEL SONNO
(DR. GIUSEPPE D’ALESSANDRO – Dirigente Medico SC Neurologia e Stroke Unit Ospedale Aosta)

ORA LEGALE E RISCHIO DI ICTUS. VOX CLAMANS IN DESERTO.

Torna puntuale ogni anno la persecuzione dell'ora legale per le persone che hanno l'orologio biologico spostato in avanti, cioè delle persone che sono  chiamate relativamente al ritmo sonno-veglia "gufi" perché  di solito si addormentano a notte inoltrata e al mattino si alzano quando il sole è alto nel cielo. A  differenza delle "allodole" che vanno a dormire con le galline e si svegliano all'alba col canto del gallo. I telegiornali dicono che bisogna spostare le lancette dell'orologio un'ora in avanti e a ottobre recupereremo l'ora persa durante questo periodo definito legale ma che di legale non ha proprio nulla. Intanto le ore di sonno perse non è possibile recuperarle, anche se si dorme il doppio, come dimostrato da numerosi studi scientifici sull'argomento. E poi, in una società che cronicamente è deprivata di almeno 1-2 ore di sonno rispetto a qualche decennio fa, sinceramente non se ne sentiva proprio la mancanza. più volte, anche in questo blog, sono stati ribaditi gli effetti nocivi della variazione del ritmo sonno-veglia e della deprivazione di sonno e questa è l'occasione per sottolinearli ancora una volta: irritazione, stanchezza, mancanza di concentrazione, cefalea, sonnolenza, insonnia, nei bambini e nei soggetti giovani; insonnia, aggressività stato confusionale, agitazione psicomotoria nelle persone anziane, con aspetti più intensi in caso di deterioramento cognitivo, calo del tono dell'umore, apatia, astenia, insonnia, tendenza all'ideazione suicidaria nelle persone affette da depressione. Senza contare  l'aumento dei casi di ictus, infarto, traumi carnici e consumo di farmaci. Tutto questo per che cosa? Per 90 milioni di euro come riportato dai soliti telegiornali ecolalici. Questo vuol dire che noi siamo obbligati a svegliarci un'ora prima per circa un euro e mezzo, cioè 0,83 centesimi di euro al giorno! Allucinante!
Beh non chiedo di indire un referendum, in un  periodo dove il ricorso a questo strumento è esagerato, ma almeno  una proposta mi va di farla. Se si tratta di risparmiare,  potremmo recuperare tutti i fastidiosi e pericolosi centesimi di nichel che  tutti noi depositiamo accuratamente in qualche barattolo di vetro in casa nella speranza che un giorno prima o poi li  utilizzeremo. In media credo che ogni famiglia ne avrà per almeno 10 euro. Quindi chiediamo ai sindaci dei nostri comuni di istituire dei punti di raccolta dove depositare i nostri centesimi da mandare a questa  entità crudele  TERNA che ogni anno richiede per nutrirsi il sacrificio quotidiano di 60 minuti umani.
Di seguito un articolo recente sull'argomento.  Sanihelp.it - Uno studio che sarà presentato durante il meeting annuale  dell'American Academy of Neurology, che si terrà in Canada in aprile, ha tentato di valutare se esiste una relazione fra il passaggio dall'ora solare a quella legale e l'incidenza di ictus ischemico.
Gli autori dello studio hanno analizzato i dati relativi ai ricoveri per ictus e la mortalità in ospedale in Finlandia fra il 2004 e il 2013 durante la settimana successiva al passaggio dall'ora solare a quella legale.
I ricercatori hanno così scoperto che durante i due giorni immediatamente successivi al passaggio dall'ora solare a quella legale, si è registrata una maggiore incidenza di ictus, un'incidenza che si è ridotta con il proseguire della settimana e a fine settimana, il tasso di incidenza si è praticamente riallineato con quello di tutte le altre settimane dell'anno.
Durante i primi due giorni, tuttavia si è registrato un aumento di incidenza di ictus ischemico soprattutto a carico dei pazienti affetti da tumori maligni e con più di 65 anni.
Gli autori dello studio hanno sottolineato come sarà molto interessante cercare di scoprire se vi è modo di ridurre quest'aumentata percentuale di rischio nei primi due giorni seguenti il cambio dell'ora
http://www.msn.com/it-it/salute/medicina/lora-legale-e-il-rischio-ictus/ar-BBqo1Qp?ocid=spartanntp


Aperitivi scientifici - Dieta mediterranea e prevenzione dell'Ictus

Nel corso del primo incontro degli aperitivi scientifici, giunti ormai alla terza edizione, iniziati ieri presso il CSV di Via Xavier, si è parlato di dieta mediterranea e ictus cerebrale. Il relatore, dr. Giuseppe D'Alessandro, medico della Neurologia dell'Ospedale di Aosta e fondatore di ALICe, introducendo l'argomento ha sottolineato l'importanza della dieta, anzi del regime alimentare, nella prevenzione in generale e non solo delle malattie cerebro e cardiovascolari. La dieta implica un concetto temporale, circoscritto nel tempo, il regime invece un modo di vivere: non vi sono limiti ma si limita all'adozione di un'alimentazione corretta, che non necessariamente comporta sacrifici, tutto è permesso anche i “cibi che fanno male” ma in piccole quantità, e di abitudini di vita salutari, quali l'attività fisica. "Fare una passeggiata di 30 minuti 3-4 volte a settimana, o meglio tutti i giorni, è un piacere più che una costrizione ed è anche un'occasione per estraniarsi dai ritmi incessanti della vita moderna e tenere sotto controllo lo stress". Pertanto nulla di nuovo rispetto a quello che consigliavano circa un millennio fa i medici della scuola medica salernitana: mente lieta, quiete e giusta dieta. In questo concetto è racchiusa anche la spiegazione di come mai un Neurologo si occupi di dieta mediterranea.

Quali sono le competenze di un neurologo riguardo ai cibi? I motivi sarebbero diversi, ha tenuto a precisare il medico. Intanto anche i neurologi si alimentano ed è bene che lo facciano nel modo migliore.In primis, come professionista impegnato alla lotta contro l'Ictus Cerebrale: in questo caso la prevenzione e quindi il regime alimentare rappresentano l'arma più efficace per contrastare la malattia. Ed è quello che fa l'associazione da circa 18 anni, da quando è stata fondata.In secondo luogo, perché la dieta mediterranea è stata “scoperta” nei luoghi dove è nato, cioè nel Cilento. Il medico e fisiologo americano, Ancel Keys, giunto in Italia in occasione della seconda guerra mondiale, soggiornando ad Acciaroli, frazione di Pollica, paesino del Cilento, dove tra l'altro è stato girato il film “Benvenuti al Sud”, notò che i residenti di quei posti avevano un minor tasso di mortalità e di eventi vascolari rispetto ad altre nazioni, dove aveva condotto diversi studi. Fu il primo quindi a metter in relazione questo dato con le le abitudini alimentari dei residenti cilentani. Tutto questo fu poi dimostrato in uno studio, il Seven Countries Study, pubblicato negli anni 80 su diverse e prestigiose riviste scientifiche internazionali e che rappresenta una pietra miliare nel panorama alimentare. Tant'è che oggi la dieta mediterranea è divenuta patrimonio culturale immateriale dell'umanità come dichiarato dall'UNESCO http://www.unesco.it/cni/index.php/archivio-news/174-la-dieta-mediterranea-e-patrimonio-immateriale-dellumanita Qual è però il segreto della dieta mediterranea? Semplicemente è la frugalità e la semplicità degli alimenti abbinati ad attività fisica regolare. Frutta, verdure e pesce azzurro prevalentemente, pane integrale, poca carne, grassi e dolci, basso condimento, compreso l'olio d'oliva. Purtroppo oggi, come sottolineato in occasione di varie conferenze tenutesi in occasione di Expo 2015, solo un italiano su 5 la segue e solo un italiano su 3 si alimenta correttamente.

Agisci in fretta, l'ictus non aspetta

E' partita la campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione generale “Agisci in fretta, l'ictus non aspetta” ovvero Conoscere precocemente i sintomi di presentazione dell'Ictus per curarlo efficacemente.
L'Ictus Cerebrale o Stroke è in Italia la prima causa di invalidità permanente, la seconda di demenza e la terza di mortalità dopo i tumori e le malattie cardiocircolatorie.
In Valle d'Aosta vivono circa 1600 persone che in qualche modo nel corso corso della loro vita hanno avuto un'esperienza con questa malattia. Di queste il 60% presenta un'invalidità permanente di vario grado e necessità di assistenza.
Ogni anno in Valle d'Aosta, secondo studi locali, si verificano circa 350 casi di Ictus all'anno. Di questi l'80% si manifesta per la prima volta e nei restanti 20% si tratta di ricadute oppure di attacchi cerebrali transitori o TIA.
Anche se negli ultimi 10-15 anni il numero di persone ricoverate per ictus è progressivamente diminuito, il tasso di ospedalizzazione resta ancora alto. Da un'indagine condotta di recente e che ha analizzato le schede di dimissione ospedaliera dal 2000 al 2012 è emersa una riduzione media dei ricoveri del 32% (si è passati da 299 ricoveri per primo ictus nel 2000 a 193 nel 2012) e della mortalità del 63%. Tutto ciò grazie ad una più incisiva attività di prevenzione e al miglioramento dell'assistenza ospedaliera.
Purtroppo l'invalidità permanente conseguente ad ictus resta comunque elevata perché nonostante la possibilità di attuare terapie efficaci le persone colpite dalla malattia arrivano in Ospedale troppo tardi per poter essere curate in modo adeguato.
Attualmente soltanto il 10-15% degli ictus ischemici curabili si presenta in tempo utile per poter iniziare i trattamenti. Il motivo di questo ritardo è imputabile solo ed esclusivamente alla difficoltà dei pazienti o dei familiari a riconoscere i sintomi di presentazione dell'ictus. Il livello di conoscenza della malattia e la consapevolezza di essere affetti da ictus restano purtroppo ancora troppo basse come risulta da diverse indagini effettuate di recente e a cui ha partecipato anche ALICe VDA.
Oggi, a maggior ragione, dopo la pubblicazione dei risultati di efficacia della terapia endovascolare in 5 studi internazionali e la conferma dopo circa 20 anni di esperienza della terapia trombolitica, emerge la necessità di aumentare il numero delle persone da trattare, tenuto conto che l'azienda sanitaria locale della regione Valle d'Aosta, nelle sue articolazioni ospedaliera e territoriale, ha le capacità tecniche, professionali e organizzative per mettere in atto tali cure.
Da qui la necessità di organizzare una campagna di informazione sui sintomi di presentazione del tipo di ictus più frequente. In presenza di una persona che in pochi minuti sviluppa F una paralisi della faccia, A una debolezza a muovere gli arti e S una difficoltà a parlare sono molto alte le probabilità di essere in presenza di un ictus e quindi T bisogna chiamare immediatamente il 118 affinché la persona venga trasportata in Ospedale e qui accolta dal team professionale che attuerà il percorso diagnostico-terapeutico per iniziare tempestivamente le cure più appropriate. Time is brain (Tempo è cervello) Sia la trombolisi che la trombectomia danno il massimo di efficacia se praticate nei primi 90 minuti, poi le probabilità di miglioramento si riducono e dopo 4 ore e mezzo per la trombolisi endovenosa e sei ore per la trombectomia sono rischiose o addirittura dannose.

FAST in inglese significa rapido ed è l'acronimo di 

Face (faccia)
Arm (arti) 
Speech (Parlare) 
Time is brain (tempo è cervello).




Un po' di storia e di informazioni

La lotta all'Ictus Cerebrale ha compiuto negli ultimi anni passi da gigante. Sono passati circa 20 anni dalla pubblicazione dei risultati di efficacia del primo studio sulla trombolisi sistemica nella fase precoce dell'ictus cerebrale ischemico.
L'entusiasmo che seguì alla presentazione dei dati a San Francisco in occasione del riunione annuale dell'American Academy of Neurology fu tale che al rientro di lì a poco, insieme con altri “incoscienti” , fondammo ALICe in Valle d'Aosta, prima associazione italiana a occuparsi di Ictus, che poi è divenuta nel corso degli anni successivi una realtà in tutto il resto d' Italia.
Erano gli anni quelli in cui c'era un grosso fermento intorno all'Ictus in quanto erano stati pubblicati i risultati di due grandi studi di prevenzione secondaria dell'Ictus, che hanno poi cambiato l'atteggiamento nichilistico nei confronti della malattia.
L' ECST (European Carotid Surgery Trial) e l'EAFT (European Atrial Fibrillation Trial), due studi di prevenzione a cui il gruppo dell'Ospedale di Aosta con la neurologia Capofila partecipò: il primo sulla efficacia della TEA, l'intervento chirurgico Trombo-Endo-Arterectomia nella stenosi della carotide interna, e il secondo sull'utilizzo dei farmaci anticoagulanti orali nella prevenzione dell'Ictus nelle persone affette da Fibrillazione Atriale.
Seguirono poi gli studi ECASS (European Carotid Acute Stroke Trial) che replicarono i risultati appunto dello studio americano NINDS dando il via prima a livello osservazionale con lo studio ministeriale SITS-MOST e poi come indicazione terapeutica all'uso di alteplase nella pratica clinica.
Lo scorso anno i risultati dell'efficacia della trombectomia dimostrata in 5 studi e presentati in occasione del Congresso Internazionale sullo Stroke svoltosi a Nashville nel Tennessee e pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine ha segnato un'altra tappa fondamentale nella cura dell'Ictus.
Anche in questo caso l'efficacia del trattamento è in relazione al fattore tempo e i i risultati migliori si raggiungono se si agisce non oltre le 3 ore, anche se il limite massimo è di 4.5 ore per la trombolisi sistemica e 6 ore per quella meccanica.
Riveste un ruolo fondamentale pertanto che la persona (e anche i familiari o i care-giver) che ha manifestato la malattia riconosca i sintomi di presentazione e chiami immediatamente il 118.
Sembra molto facile ma nella realtà le cose sono un po' più complesse perché, come dimostrato da una ricerca nazionale pubblicata sul Sole 24 Ore Salute e condotta nel 2011 dalle sedi regionali di ALICe Italia, tra cui anche ALICe Valle d'Aosta, in collaborazione col Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del ministero della salute, le Università degli Studi di Firenze e Roma e col CENSIS, il livello di consapevolezza del rischio di ictus e il livello della conoscenza della malattia non sono soddisfacenti e soprattutto nelle persone più a rischio. Allo stesso modo la conoscenza di terapie efficaci, quale è per l'appunto la trombolisi, per la cura dell'Ictus.
E' fondamentale riconoscere, come riportato negli opuscoli, che la paralisi acuta di un arto, la comparsa improvvisa di deviazione della bocca e la difficoltà a parlare sono sintomi di esordio dell'Ictus e quindi in loro presenza chiamare immediatamente il 118. L'Ospedale regionale di Aosta ha le competenze professionali e le dotazioni tecniche per mettere in atto le raccomandazioni delle linee guida sul trattamento farmacologico.
Dopo un lavoro impegnativo di alcuni mesi, che ha visto la collaborazione di diverse figure professionali afferenti ai Dipartimenti di Emergenza Urgenza, Radiologia, Chirurgia Vascolare e Neurologia Stroke Unit,  è stato pubblicato, al fine di rendere anche più lineare e standardizzato l'approccio alla persona colpita da ictus che arriva nel  PS dell'Ospedale,  sul sito aziendale il Percorso Diagnostico e Terapeutico dell'Ictus Cerebrale.
Dr. Giuseppe D'Alessandro - Neurologo

ALICe: spazio ai giovani in prove tecniche di bilancio attività

A margine della penultima giornata di screening riportiamo alcune considerazioni degli organizzatori dell'iniziativa.
Un bilancio estremamente positivo, spiegano D’Alessandro e Zani. ALICe è nata nel 1997 e nel corso degli anni è riuscita ad entrare nel cuore dei valdostani. Ben lungi dal voler fare un bilancio ma soltanto a livello informativo, perché i nostri sostenitori sappiano come vengono utilizzate le risorse associative, in questi 18 anni di attività i soci sono stati circa 3000 e quelli attivi annuali, cioè in regola con le quote associative nei 3 anni precedenti, circa 300. Altrettante persone hanno devoluto all’associazione offerte e il 5 x 1000. Quasi 15000 persone esaminate per un totale di circa 50000 prestazioni erogate in 18 anni di attività. Tutto questo grazie all'attività volontaria e spontanea dei sostenitori di ALICe. Nelle foto due giovani volontarie figlie d'arte, riprese intente nella loro attività durante la manifestazione di Domenica 24 maggio: a sinistra, Francesca Deregibus (Zani), una giovane veterana che ha partecipato "spontaneamente" a diverse campagne di prevenzione e sensibilizzazione; a destra,  Rossella D'Alessandro, ultima new entry. 


Maggio: mese della prevenzione

Proseguono le giornate di screening organizzate da ALICe Onlus VDA nell’ambito dell’iniziativa “Maggio: mese della prevenzione dell’Ictus”.
Per Domenica 14 Giugno è stata organizzata un’altra sessione per soddisfare le numerose richieste da parte dei cittadini di adesione allo screening. Come per le due precedenti giornate anche per questa i volontari dell’associazione eseguiranno la misurazione della pressione, glicemia e colesterolo, lo screening della fibrillazione atriale e il questionario per il calcolo del rischio di ictus cerebrale. Terminano il percorso l’esecuzione dell’ecodoppler per lo screening della placca carotidea e il colloquio con i consigli del medico esperto in prevenzione. 
Le 52 persone prenotate saranno sottoposte a 350 prestazioni offerte tutte in modo assolutamente gratuito da parte dell’associazione o in cambio di un’offerta da parte degli aderenti. I proventi della giornata saranno utilizzati per finanziare le attività e le iniziative dell’associazione, spiega il dr. Giuseppe D’Alessandro, medico neurologo e fondatore dell’associazione. Oltre alle giornate della prevenzione del mese di Maggio sono previsti altri momenti di incontro con la popolazione, quali gli screening in programma presso la farmacia comunale di Corso Battaglione ad Aosta o nei vari comuni della regione, organizzati su iniziativa del direttivo e della presidente di ALICe, sig.ra Lorella Zani, in collaborazione con i volontari del soccorso di Chatillon.
Nell’ambito della fortunata iniziativa “Aperitivi Scientifici” a cui hanno partecipato alcune centinaia di persone, per una media ad incontro di 50-60 partecipanti, sono previsti per il 9 e il 16 Giugno altri due appuntamenti, il primo dedicato alle manovre di primo soccorso e il secondo alle cure domiciliari per pazienti affetti da patologie croniche.




Un bilancio estremamente positivo, spiegano D’Alessandro e Zani. ALICe è nata nel 1997 e nel corso degli anni è riuscita ad entrare nel cuore dei valdostani. Ben lungi dal voler fare un bilancio ma soltanto a livello informativo, perché i nostri sostenitori sappiano come vengono utilizzate le risorse associative, in questi 18 anni di attività i soci sono stati circa 3000 e quelli attivi annuali, cioè in regola con le quote associative nei 3 anni precedenti, circa 300. Altrettante persone hanno devoluto all’associazione offerte e il 5 x 1000. Quasi 15000 persone esaminate per un totale di circa 50000 prestazioni erogate in 18 anni di attività. Tutto questo grazie all'attività volontaria e spontanea dei sostenitori di ALICe. Nelle foto due giovani volontarie figlie d'arte, riprese intente nella loro attività durante la manifestazione di Domenica 24 maggio: qui a sinistra,  Francesca Deregibus (Zani), una giovane veterana che ha partecipato "spontaneamente" a diverse campagne di prevenzione e sensibilizzazione;  a destra, Rossella D'Alessandro, ultima new entry. 



L’approccio multiprofessionale alla persona adulta con patologie neurodegenerative – SLA”

Le malattie neurodegenerative e la SLA: nuovi concetti.

Dr. Giuseppe D’Alessandro – Neurologo – Direttore Distretti Socio-Sanitari 3 e 4 – ASL Valle d’Aosta.

La conseguenza inevitabile dell’invecchiamento demografico sarà l’aumento delle malattie croniche e di  quelle cronico-degenerative. Mentre le prime, a cui  appartengono  le malattie cardio e cerebrovascolari, il diabete e le malattie respiratorie croniche,  con programmi mirati  di prevenzione potranno  in qualche modo essere contrastate in quanto causate da  fattori di rischio modificabili, quali l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, gli stili di vita e le abitudini alimentari scorrette, e l’inquinamento ambientale,   le seconde, a cui appartengono quelle neurodegenerative, essendo legate a fattori prevalentemente genetici,  saranno  destinate ad aumentare sempre di più nei prossimi anni.
Le malattie croniche si caratterizzano per un esordio lento e subdolo e un aggravamento progressivo che comporta nel tempo un carico assistenziale pesante  sia per la società che per il sistema sanitario.
Le malattie neurodegenerative, che comprendono la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson, la Sclerosi  Laterale Amiotrofica, la Corea di Huntington e, per certi aspetti, anche la Sclerosi Multipla, si caratterizzano, oltre che per la lunga durata, proprio per il fatto che ad oggi sono orfane di terapie eziologiche. Anche se non siamo in  grado di bloccare il decorso, tuttavia, e per fortuna,  i farmaci sintomatici che utilizziamo  nella malattia di Parkinson  hanno significativamente migliorato la qualità della vita  delle persone che ne sono affette e sicuramente lo faranno i farmaci disease modifing utilizzati attualmente nei pazienti con Sclerosi multipla e i cui effetti potremo valutare fra pochi anni..
Rispetto a qualche anno fa, gli studi di genetica hanno compiuto dei progressi enormi. La maggior parte dei ricercatori è convinta che per le malattie neurodegenerative non esista più una differenza tra forme sporadiche e forme familiari, ma che esista solo una differenza di penetranza e di espressione dei geni coinvolti e un’interazione ambientale più favorevole in alcuni casi. In altri termini, il concetto nuovo di lumping e flitting, che molto si addice alla malattia di Parkinson: uno stesso gene mutato può dare distinti fenotipi (lumping), come anche diversi geni mutati possono dare lo stesso fenotipo (flitting).  Sono stati soprattutto gli studi di genetica della SLA che hanno consentito di arrivare a questa ipotesi. Nel 50% dei casi di SLA familiare sono noti i geni coinvolti e anche se nella forma sporadica è noto soltanto il 10% di questi, dai risultati degli studi effettuati emerge che quelli isolati sono gli stessi delle forme familiari. Altro traguardo raggiunto di recente è l’aver individuato un continuum nel decadimento cognitivo tra le varie forme di malattie neurodegenerative. Alcuni confini e certezze cliniche sono oggi più sfumati che per il passato. Con le nuove metodiche di indagine, oltre a quelle genetiche,  i marker ematici o liquorali nonché l’individuazione delle placche di amiloide con lo studio scintigrafico nella malattia di Alzheimer o il rilevamento dei sintomi non motori nella malattia di Parkinson, si potrà diagnosticare queste malattie molti anni prima che si manifestino e quindi verificare e testare nuovi farmaci nella fase asintomatica. 

Certamente, come è successo per altre malattie, quando la genetica avanza cosi tumultuosamente, come per esempio nella SLA, e quindi la possibilità di individuare le proteine e le funzioni ad esse sottese, la probabilità di disporre di una  terapia eziologia diventa sempre più concreta. Nell’attesa che ciò si verifichi, i servizi sanitari e quelli socio-sanitari, devono essere in grado, come già avviene nella nostra realtà distrettuale,  di gestire questa tipologia di malati, attingendo non solo alla professionalità e alla collaborazione tra gli operatori, ma alla capacità di lavorare in équipe e di integrarsi con le strutture e gli operatori dell’ospedale,  e attivando tutti i servizi operativi sul territorio. Dall’inserimento nelle strutture assistenziali sanitarie o residenziali socio-sanitarie fino all’ospedalizzazione domiciliare o all’assistenza domiciliare integrata nel contesto di una nuova organizzazione territoriale dei medici nelle  Unità di Cure Primarie e nelle Aggregazioni funzionali Territoriali e per il personale infermieristico l’adozione o l’integrazione di nuovi modelli assistenziali.

Iniziative aostane per maggio, mese della prevenzione dell'Ictus


Nel mese di maggio, oltre agli incontri previsti nell'iniziativa Aperitivi scientifici e inerenti argomenti correlati alle cause, fattori di rischio, sintomi di presentazione, tecniche diagnostiche e trattamenti farmacologi e interventistici dell'ictus cerebrale e patologie correlate, sono previste due giornate di screening. 
La prima giornata sarà dedicata ai soci e si svolgerà nella mattinata di sabato 16 maggio, la seconda giornata sarà aperta a tutti i cittadini. Alle persone che aderiranno all'iniziativa saranno effettuati i seguenti esami: misurazione della pressione arteriosa,  della glicemia, della colesterolemia e del rischio di sviluppare un ictus o un evento vascolare maggiore,  oltre all'ecocolordoppler carotideo per l'eventuale individuazione delle placche ateromasiche.
Per info e prenotazioni:  324 6098740.


Successo per gli Aperitivi Scientifici


Proseguono,  con ottimo riscontro di pubblico, presso la sede dell'associazione di via Lucat 2/a di Aosta, tutti i martedì alle ore 17 e fino a Giugno,  gli incontri previsti nel calendario della fortunata serie  "Aperitivi scientifici"

Probabilmente - ha detto il dr. D'Alessandro, responsabile scientifico dell'iniziativa - visti l'afflusso di pubblico e l'interesse crescente che hanno suscitato, l'anno prossimo dovremo  cambiare sede in quanto la capienza della sala attuale non può soddisfare le richieste di partecipazione di molti  interessati che in alcune occasioni han dovuto rinunciare per mancanza di posti.



Il 5 maggio prossimo, il dr. Flavio Peinetti, Chirurgo Vascolare e direttore del Dipartimento di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare dell'Ospedale di Aosta, parlerà delle  nuove tecniche e procedure chirurgiche per la prevenzione  e la terapia dell'Ictus Cerebrale in fase acuta alla luce dei risultati di efficacia riportati in recenti studi scientifici. 


Gli incontri proseguiranno il martedì successivo con i disturbi del sonno e nello specifico con la sindrome delle apnee morfeiche, un fattore di rischio emergente e poco noto dell'ictus e non solo. Interverranno i dottori Giuseppe D'Alessandro, neurologo, e Beniamino D'Errico,  odontoiatra, consigliere dell'Associazione Italiana degli Odontoiatri ed esperto del trattamento delle cause odontoiatriche di questa sindrome. 



Gli incontri si concluderanno il 16 Giugno. Per informazioni sugli argomenti trattati e i relatori che interverranno, gli interessati possono consultare il post riportato in questo blog.

Nuovo consiglio direttivo


Rinnovato il consiglio direttivo di Alice nel corso dell'assemblea elettiva del 14 aprile u.s. 

Nella foto da sinistra: Liliana Bizel,  Bruna Blanc, Carla Maria Castiglion (vice-presidente),  Lorella Zani (presidente), Mirella Cena (tesoriere, segretario) e Enrico Vettorato.







Presentate le novità terapeutiche nel corso del primo degli incontri previsti nel calendario degli Aperitivi Scientifici

Significativa riduzione del tasso di ospedalizzazione e di mortalità per ictus in Valle d'Aosta. Sono i risultati emersi da uno studio condotto dal dr. Giuseppe D'Alessandro e presentato a Milano nel mese Novembre al Congresso nazionale di Neuropedemiologia. Poi novità per la cura dell'ictus ischemico in fase acuta e per la riabilitazione neuromotoria nella fase post-acuta. Sono questi i gli argomenti trattati dal dr. Giuseppe D'Alessandro, neurologo e fondatore di A.L.I.Ce nel corso del primo intervento che ha aperto la serie degli "Aperitivi scientifici" martedì 3 Marzo presso la sede dell'associazione in via Lucat 2/A di Aosta. Il neurologo, esperto di problematiche Ictus-correlate, ha illustrato i risultati sorprendenti e spettacolari di 4 studi sulla terapia endovascolare dell'ictus ischemico che sono stati presentati all'International Stroke Conference tenutasi a Downtown Nashville, Tennessee (USA). Si tratta del miglior risultato raggiunto nella storia della cura dell'Ictus da quando è stata introdotta nel 1996 la terapia trombolitica . Nel corso dell'incontro è stato presentato un video dimostrativo su come si può "aspirare il coagulo" che ostruisce un'arteria che porta sangue ed ossigeno al cervello e che ha causato per l'appunto l'insorgenza dell'infarto cerebrale. I risultati sono tanto più eclatanti quanto più si agisce in fretta e gli stessi si raggiungono indipendentemente dal trattamento trombolitico concomitante. Quindi si tratta di agire in fretta nelle prime ore dopo l'inizio dei disturbi. L'esordio di un ictus nella maggior parte dei casi si manifesta con debolezza o difficoltà di movimento di un arto o di entrambi, "bocca storta" o difficoltà a parlare. In presenza di questi sintomi, ha ripetuto più volte il dr. D'Alessandro, "non bisogna aspettare che passi, ma si deve chiamare immediatamente il 118". Si è parlato di prevenzione, di nuovi fattori di rischio emergenti, quali l'emicrania con aura, ma anche dei nuovi farmaci anticoagulanti orali molto efficaci e vantaggiosi per la prevenzione dell'ictus nelle persone affette da fibrillazione atriale, argomento, tra l'altro in programma nel calendario degli aperitivi scientifici. Ha presentato alcune novità riguardanti gli sviluppi interessanti che si sono già ottenuti applicando le conoscenze della robotica alla riabilitazione neuromotoria. Una di queste è l'utilizzo del guanto robotico per la tele-riabilitazione del polso e della mano dei pazienti reduci da ictus. In collaborazione con Alice Italia Onlus, il San Raffaele di Roma ha provveduto a istallare il sistema di riabilitazione robotica al domicilio. La sua peculiarità è quella di essere un sistema indossabile sia per la mano destra che per la mano sinistra, da inviare a casa del paziente per fargli seguire un training di riabilitazione della mano e dell’arto superiore. Si è parlato anche di "mirror therapy" una nuova tecnica che attivando i neuroni a specchio facilita il recupero dei movimenti fini della mano dopo un ictus. Al termine dell'incontro ha fatto seguito un'interessante e stimolante discussione promossa dal numeroso e attento pubblico presente all'iniziativa.

Calano i ricoveri per Stroke/Ictus Cerebrale e la mortalità in Valle d'Aosta

Aperitivi scientifici da ALICe


Aperitivi Scientifici da ALICe

Tornano ad Aosta, dopo il successo dello scorso anno, gli 'Aperitivi Scientifici' organizzati dall'Associazione lotta all'ictus cerebrale-AliceVdA. In questi incontri si tratterà del problema ictus, approfondendo non solo l’aspetto della malattia ma anche tutti gli argomenti correlati. All'edizione di quest'anno degli 'Aperitivi Scientifici' partecipano come relatori diversi professionisti che si occupano di malattie correlate all'ictus.L'appuntamento è alla sede di Alice in via Lucat 2/A ad Aosta, tutti i martedì alle ore 17, a partire dal 3 marzo.

Iniziative Aostane per la Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale

Alice VDA aderisce alla Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale che si celebrerà il 29 Ottobre. Per l'occasione l'associazione ha organizzato diverse iniziative di prevenzione. Da lunedi 20 a venerdì 24 presso la sede dell'associazione dalle 16 alle 17 i volontari misureranno gratuitamente la pressione arteriosa ed effettueranno lo screening della fibrillazione atriale, una cardiopatia aritmica tra le principali cause di embolia cerebrale. Sabato 25 invece i volontari saranno presenti dalle 8.30 alle 12.30 presso la farmacia comunale di Aosta di Corso Battaglione, anche qui per misurare la pressione ed effettuare lo screening della fibrillazione atriale. Inoltre Sabato 25 Ottobre, presso la sede di Via Lucat 2 di Aosta, in linea col tema della manifestazione mondiale, i volontari e i medici dell'associazione effettueranno una giornata di screening (misurazione pressione, colesterolo e glicemia, ricerca fibrillazione atriale, calcolo del rischio di ictus ed ecocolordoppler carotideo) per le socie dei Club Zonta e Sorptimist di Aosta, due organizzazioni di volontariato internazionali impegnate per migliorare la condizione delle donne nel mondo.

Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale

Alice VDA aderisce alla Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale. Per l'occasione l'associazione ha organizzato per Sabato 25 Ottobre 2014, presso la sede di Via Lucat 2 di Aosta, in linea col tema della manifestazione mondiale, una giornata di screening per le socie dei Club Zonta e Sorptimist di Aosta, due organizzazioni di volontariato internazionali che lavorano per migliorare la condizione delle donne nel mondo. Negli ultimi anni, a causa dell'invecchiamento della popolazione, dovuta all'aumento dell'aspettiva di vita, l'ictus cerebrale è diventato una patologia che colpisce prevalentemente le donne, questo è vero soprattutto per le fasce di età più avanzate per quel che riguarda l'ictus ischemico, mentre lo era già per le fasce di età più giovani per l'ictus emorragico. Pertanto prevenire l'ictus, ed oggi è possibile, perchè sono disponibili trattamenti efficaci per controllare i fattori di rischio, significa nel caso delle donne evitare sofferenze inutili per gli esiti invalidanti in giovane età e restare da sole, cioè senza l'assistenza del coniuge, se la malattia si manifesta in tarda età. Molte donne inoltre sono a rischio di trombosi cerebrale e non sanno di esserlo. Obiettivo della giornata è di sensibilizzare e informare queste persone: in Italia circa 6 milioni di donne soffrono di emicrania (vedi anche articolo seguente) e di queste oltre due milioni di emicrania con aura, una forma di cefalea che aumenta di 2 volte il rischio di ictus se da sola e fino a 15 volte se associata ad altre condizioni, quali l'abitudine al fumo, l'assunzione della pillola contraccetiva, l'ipertensione arteriosa e l'obesità. Per altre informazioni sulle inziative nazionali si rinvia al sito nazionale www.aliceitalia.org